Alfa Romeo 33 Stradale, la leggenda su due continenti: prima consegna a un imprenditore Usa
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Redazione Scienza e Tecnologia
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C’è un momento, nella vita di ogni collezionista – e ne ho incontrati tanti, in anni di cronaca motoristica – in cui anche l’oggetto più desiderato, una volta ottenuto, rischia di perdere quel velo di magia che lo aveva reso irrinunciabile. Eppure, per chi ha appena ricevuto le chiavi di una delle trentatré esemplari della nuova Alfa Romeo 33 Stradale, l’assuefazione da garage strapieno sembra non esistere. Lo sa bene Glynn Bloomquist, imprenditore statunitense, che si è visto consegnare la sua copia di questa fuoriserie: un evento che unisce idealmente le due sponde dell’Atlantico, portando il miglior artigianato italiano direttamente nel cuore pulsante del mercato americano.
Un’eredità del ’67 che diventa arte contemporanea
Nata da un processo produttivo volutamente esclusivo – appena trentatré esemplari in tutto il mondo, cifra che richiama il numero magico del modello originale del 1967 – la 33 Stradale non si limita a replicare un’estetica del passato. Al contrario, la vettura fonde l’heritage storico con soluzioni tecnologiche attuali, e lo fa grazie anche al contributo della storica Carrozzeria Touring Superleggera, quella stessa scuola che ha insegnato al mondo cosa significa “saper vestire” una meccanica. I primi due esemplari consegnati su strada rappresentano dunque molto più di un semplice traguardo produttivo: sono la prova tangibile che l’arte della carrozzeria italiana sopravvive alle logiche di massa.
Dall’omaggio a Foyt alla ricerca cromatica ispirata alla Montreal
Ogni esemplare, va detto, racconta una storia a sé. Le fonti ufficiali parlano di una livrea speciale che omaggia Enzo Ferrari – e qui il cortocircuito tra due mondi rivali ma complementari si fa intrigante – oltre a citare un tributo ad A.J. Foyt, senza dimenticare una ricerca cromatica che attinge a piene mani dalla leggendaria Alfa Montreal. Non è un caso, del resto, che la 33 Stradale torni a illuminare la scena proprio ora, quando il collezionismo non cerca più soltanto potenza bruta, ma anche un filo rosso che leghi il volante a una narrazione profonda. L’imprenditore Bloomquist, con la sua consegna americana, e il cliente europeo che ha ricevuto l’altro esemplare, diventano così custodi di un pezzo di storia che difficilmente si ripeterà.
Il programma fuoriserie entra nel vivo: niente catene, solo artigiani
L’intera operazione, coordinata dall’ufficio stampa Stellantis, conferma la volontà di Alfa Romeo di percorrere una strada opposta a quella dell’iperproduzione. Trentatré capolavori, nessuno uguale all’altro, sviluppati con un processo che non ammette fretta né compromessi. La prima volta su strada di questa 33 Stradale – che molti, tra gli addetti ai lavori, già accostano alla versione del 1967 per purezza di linee – restituisce l’idea di un legame quasi simbiotico tra collezionista e costruttore. Nessuna fredda transazione commerciale, qui: c’è l’emozione di chi sa di avere tra le mani qualcosa che non potrà mai essere replicato in serie. E forse, è proprio questo il lusso più autentico nel settore automobilistico contemporaneo.




