Riccardo Sparacciari eletto il più bello d’Italia 2026, la vittoria dopo il no a Uomini e Donne
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La 48ª edizione del concorso nazionale di bellezza maschile, ormai un appuntamento fisso da quasi mezzo secolo, ha incoronato il suo nuovo re. Nella suggestiva cornice di Piazza Partigiani, ad Alassio, la giuria ha decretato il vincitore dell'edizione 2026, assegnando la fascia più ambita al 27enne Riccardo Sparacciari, che ha saputo distinguersi per portamento, carisma e una presenza scenica fuori dal comune.
Una serata che ha visto la Liguria protagonista con un doppio successo, celebrando la bellezza in tutte le sue forme e, per la prima volta, allargando le maglie del regolamento a una fascia d'età più matura.
Sparacciari, commercialista di professione, originario di Marino e residente a Frascati, è stato incoronato al termine di un lungo percorso di selezioni che ha portato una ventina di finalisti provenienti da ogni angolo della Penisola, come Liguria, Lombardia, Emilia, Toscana, Sicilia, Piemonte e Campania, a contendersi il titolo.
A consegnargli il titolo di "Il + Bello d'Italia 2026" è stata la madrina della serata, Marialaura De Vitis, che ha premiato il ragazzo dal fisico statuario e dai marcati tratti mediterranei. La giuria, tutta al femminile e presieduta dalla psicologa e psicoterapeuta Eugenie Alderisio, ha scelto il 27enne tra gli altri concorrenti, decretando la sua vittoria anche grazie alla personalità dimostrata sul palco.
La sorpresa di un vincitore fuori dagli schemi
A differenza di molti altri partecipanti che sognano il successo nel mondo dello spettacolo, Riccardo Sparacciari ha raccontato di aver preso parte alla competizione quasi per gioco, senza nutrire particolari aspettative. Nel suo lavoro di tutti i giorni, il 27enne condivide lo studio professionale con la madre, una figura alla quale ha voluto dedicare la vittoria al termine della serata.
Visibilmente emozionato, Sparacciari ha dichiarato di trovarsi a indossare una fascia che in passato è stata cinta da attori poi diventati famosi come Ettore Bassi e Gabriel Garko, esprimendo la sua gratitudine e la sua incredulità per il traguardo raggiunto. Il vincitore, alto 1,90 metri e con occhi e capelli scuri, ha conquistato la giuria non solo per l'aspetto fisico, ma anche per un carisma che, come ha sottolineato la giuria, è andato oltre la mera avvenenza.
La novità del regolamento e gli altri riconoscimenti
L'edizione del 2026 non ha fatto parlare solo per il vincitore assoluto, ma anche per una sostanziale novità regolamentare che segna una svolta storica per il concorso ideato quasi mezzo secolo fa dai fratelli Antonio e Silvio Fasano. Per la prima volta, infatti, i criteri di partecipazione si sono aperti alla fascia d'età compresa tra i 35 e i 45 anni. Dal palco, Silvio Fasano ha spiegato che questa scelta mira a valorizzare una bellezza più matura e consapevole, dimostrando che il carisma non ha una data di scadenza.
Oltre al titolo principale, sono state assegnate anche altre fasce per celebrare diversi talenti e attitudini. Il savonese Samuele Battaglia, 22 anni, bagnino di professione, ha conquistato la fascia de "Il più bello d'Italia per la TV", grazie a una personalità decisa e una notevole presenza scenica che hanno attirato l'attenzione della giuria e del pubblico.
Il passato tra reality e rifiuti televisivi
Prima di salire sul palco di Alassio, il nome di Riccardo Sparacciari era già circolato negli ambienti del piccolo schermo, seppur per una mancata partecipazione. Il 27enne, infatti, aveva un passato mancato con i casting di due dei programmi più famosi del panorama televisivo italiano, ovvero il dating show "Uomini e Donne" e il reality delle tentazioni "Temptation Island".
Sparacciari aveva detto no a entrambi, una scelta che aveva comunque contribuito a farlo notare e che ora, con la vittoria al concorso di Alassio, lo riporta prepotentemente alla ribalta, aprendogli nuove porte nel mondo dello spettacolo e della moda. Un'inversione di rotta che gli ha permesso di conquistare un titolo nazionale, a dimostrazione che a volte la strada del successo passa proprio da quei palcoscenici che inizialmente si scelgono di non calcare.
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