AfD lancia la sfida per il governo, Berlino fuori dall'Europa
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Redazione Esteri
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RIESA (Sassonia) — Fuori la Germania dall’Europa e deportazioni in grande stile dei migranti: l’AfD ha inglobato nel suo programma il termine controverso “Remigration”, contro il quale anche la neocandidata cancelliera Alice Weidel si era opposta a lungo. Adesso non si scandalizza neanche quando nell’arena di Riesa vengono distribuiti cuori turchesi – colore dell’AfD – con la scritta “Alice für Deutschland”.
Con l’inizio del nuovo anno, è cominciata ufficialmente la campagna elettorale in Germania, dove i cittadini si recheranno alle urne il prossimo 23 febbraio per rinnovare il Bundestag e il governo. E per la prima volta nella sua storia, l’ultradestra di AfD ha nominato un candidato alla cancelleria, la co-presidente del partito Alice Weidel. La formazione post-nazista punta a superare la soglia psicologica del 20 per cento, ma è praticamente garantito (a meno di imprevisti) il sorpasso sui socialdemocratici del cancelliere uscente Olaf Scholz.
I ripetuti casi di violenza in Germania, enfatizzati capillarmente sui social media specie quando compiuti da cittadini immigrati, e la visibilità fornita dalla spregiudicatezza di Elon Musk alla leader di AfD Alice Weidel, con il colloquio in diretta sulla piattaforma X e i ripetuti messaggi di sostegno, mettono le ali all’estrema destra tedesca. Alice Weidel, 45 anni, ex analista di Goldman Sachs, lesbica dichiarata, sposata con una produttrice cinematografica svizzera di origini cingalesi con cui ha 2 figli adottivi, è la leader di Alternativa per la Germania (AfD). Questo è il partito più a destra della politica tedesca e che per i sondaggi si piazzerebbe secondo alle prossime elezioni federali del 23 febbraio. Vorrebbe la Germania fuori dall’euro (Dexit), un tema che è stato ripreso nelle ultimissime settimane insieme al concetto di “remigrazione” e al referendum per far decidere ai tedeschi se restare nell’Unione Europea.




