Cuore, l'Europa lancia la prima settimana di screening e nuove raccomandazioni sui controlli
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Redazione Salute
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Le malattie cardiovascolari restano la principale causa di morte nell'Unione Europea. Secondo Eurostat, l'agenzia di statistica dell'UE, nel 2023 hanno determinato 1,6 milioni di decessi, il 32,5 per cento del totale registrato nell'Unione. Tra le 244 regioni classificate, 108 hanno rilevato tassi di mortalità standardizzati pari o superiori alla media UE di 313 decessi ogni 100.000 abitanti, mentre 136 regioni si sono collocate al di sotto.
Un quadro europeo comune per i controlli
La Commissione europea ha presentato una nuova proposta sui controlli cardiovascolari con un obiettivo preciso: individuare prima le persone a rischio, anche quando non hanno sintomi, e accompagnarle verso prevenzione, approfondimenti o cure prima che compaiano infarto, ictus o altre complicanze. Si tratta, per la prima volta, di un quadro europeo comune che indica chi sottoporre ai controlli, con quale frequenza e quali parametri verificare.
Il documento propone almeno un controllo per chi ha meno di 35 anni, con misurazione di pressione, glicemia e colesterolo. Per gli adulti tra i 35 e i 64 anni sono raccomandati controlli sistematici almeno ogni cinque anni, con una gamma più ampia di esami che include anche stile di vita, funzionalità respiratoria, salute riproduttiva e mentale, funzione renale, indice di massa corporea e circonferenza della vita. Dai 65 anni in su, la frequenza suggerita scende a ogni tre-cinque anni e possono essere aggiunti accertamenti come l'elettrocardiogramma.
La settimana europea dello screening
Da oggi, Giornata mondiale del cuore, e fino al 4 ottobre si svolge la prima Settimana europea di screening, con lo slogan "Know your numbers" (Conosci i tuoi valori). L'iniziativa è stata lanciata a Milano, nel corso del 62° Congresso della European Association for the Study of Diabetes (Easd), dalle tre principali società scientifiche europee del settore cardiometabolico: la Società europea di cardiologia (Esc), l'Easd e l'Associazione europea per lo studio dell'obesità (Easo).
La campagna concentra l'attenzione su indicatori facilmente misurabili: pressione arteriosa, glicemia, colesterolo, indice di massa corporea e circonferenza addominale. Il problema, sottolineano gli esperti, è che diverse condizioni cardiometaboliche possono rimanere a lungo silenti ed essere riconosciute soltanto alla comparsa dei sintomi o quando sono già presenti complicanze.
Le dichiarazioni dei protagonisti
"Troppe persone convivono ancora con il diabete di tipo 2 senza saperlo, a volte fino a quando non si sono già sviluppate delle complicanze", sottolinea Francesco Giorgino, presidente dell'Associazione europea per lo studio del diabete. "Lo screening può aiutarci a identificare il rischio in anticipo e ad agire prima". Anche per chi convive con diabete di tipo 1, ricorda Giorgino, il rischio cardiovascolare aumenta nel tempo e richiede quindi un'adeguata strategia preventiva.
Un'attenzione specifica viene riservata all'obesità. Per il presidente dell'Easo Volkan Yumuk, deve essere considerata sia come malattia cronica sia per il suo rapporto con diabete di tipo 2 e patologie cardiovascolari. La valutazione, inoltre, non dovrebbe fermarsi al solo indice di massa corporea. "Dobbiamo identificare e affrontare l'obesità in una fase più precoce", afferma Yumuk. "Ciò significa andare oltre il solo indice di massa corporea e garantire che screening, diagnosi e gestione dell'obesità basati su prove scientifiche siano integrati nei sistemi sanitari".
Da qui l'inclusione della circonferenza della vita tra i valori richiamati dalla campagna europea.
"La prevenzione non può aspettare", afferma il commissario europeo per la Salute Olivér Várhelyi, invitando i cittadini a conoscere pressione, colesterolo e glicemia e a rivolgersi a un professionista sanitario. Per la presidente dell'Esc, Cecilia Linde, lo screening è l'occasione per superare le disuguaglianze legate a luogo di residenza, genere e condizione socioeconomica.
Il piano Safe Hearts e gli obiettivi al 2035
La Settimana europea si inserisce nel Safe Hearts Plan, presentato dalla Commissione europea nel dicembre 2025, con cui l'esecutivo punta a ridurre del 25 per cento entro il 2035 le morti cardiovascolari premature. Il piano riconosce i legami stretti tra malattie cardiovascolari, diabete e obesità e la necessità di un approccio più coordinato alla prevenzione. La proposta di raccomandazione sui controlli rappresenta un passaggio significativo per raggiungere l'obiettivo.
Attualmente, meno della metà degli Stati membri dispone di programmi nazionali di controlli cardiovascolari, con sostanziali differenze di portata e criteri di accesso.
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