Samuele Bersani racconta la scoperta del tumore e il ruolo di Luca Carboni

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   MILANO. Samuele Bersani, cantautore bolognese noto per la sua riservatezza, ha deciso di rompere il silenzio durante il concerto agli Arcimboldi di Milano, svelando il motivo che lo scorso anno lo ha costretto a rinviare il tour. «Se non fosse stata una cosa importante, non avrei mai rinunciato a un tour», ha esordito, spiegando di aver affrontato un tumore ai polmoni al primo stadio, diagnosticato in tempo e trattato senza chemio o radioterapia, ma con l’asportazione di un lobo polmonare. Un intervento che, per un cantante, rappresenta una sfida non indifferente.

Bersani ha raccontato di aver scoperto la malattia quasi per caso, grazie a un consiglio dell’amico e collega Luca Carboni. Soffriva di un persistente mal di schiena, inizialmente attribuito a un problema con il materasso. «Luca mi ha detto di fare una radiografia perché il mal di schiena poteva essere un segnale di qualcosa di più serio», ha spiegato il cantautore, sottolineando come quel suggerimento abbia cambiato il corso degli eventi. «Non avevo sintomi evidenti, ma ho visto cosa stava passando Luca, e mi sono detto: “Aspetta, mi controllo anch’io”».

Il legame tra i due artisti, uniti non solo dalla musica ma anche da esperienze simili, è emerso con chiarezza nel racconto di Bersani. Entrambi ex fumatori, hanno condiviso anche lo stesso “spacciatore d’ansia”, come ha scherzato riferendosi a Lucio Dalla, figura centrale nella loro vita artistica e personale. «Abbiamo fatto lo stesso percorso», ha aggiunto, ricordando come la prevenzione sia stata fondamentale per entrambi.

Oltre alla sua esperienza, Bersani ha rivelato che anche sua madre sta affrontando un tumore, fortunatamente diagnosticato al primo stadio. Un doppio colpo che ha reso il periodo ancora più difficile, ma che non ha spento la sua determinazione. «Mi è costato scrivere quel messaggio su Instagram lo scorso anno», ha ammesso, riferendosi all’annuncio pubblico della malattia, «ma è stato tale e tanto il ritorno di amore da aiutarmi a superare i momenti più bui».

La storia di Bersani non è solo un racconto di malattia, ma anche un monito sull’importanza dei controlli medici tempestivi. Senza il consiglio di Carboni e senza la decisione di approfondire un sintomo apparentemente banale, il tumore avrebbe potuto avere un esito diverso. «Primo stadio vuol dire che ci sono arrivati in tempo», ha ripetuto più volte, quasi a sottolineare la fortuna di aver agito quando ancora era possibile intervenire in modo meno invasivo.

Il cantautore, che ha definito questo periodo come «uno dei più grigi della mia vita», ha scelto di condividere la sua esperienza non solo per chiarezza verso il pubblico, ma anche per sensibilizzare sull’importanza della prevenzione. Un messaggio che, attraverso la sua voce, arriva con una forza particolare, soprattutto per chi, come lui, ha vissuto anni di dipendenza dal fumo e conosce i rischi che ne derivano.

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