Vlahovic, tegola Juve: lesione al soleo e stagione in bilico
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Redazione Sport
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Non c’è pace per Dusan Vlahovic, né tanto meno per una Juventus che, nel momento più caldo della corsa al piazzamento europeo, si ritrova a dover fare i conti con l’ennesima, dolorosa tegola muscolare. L’attaccante serbo, quello stesso che era riuscito a riemergere da un precedente stop durato quattro lunghissimi mesi, si è fermato di nuovo: questa volta il nemico si chiama soleo, un muscolo del polpaccio dalla natura particolarmente delicata, la cui lesione – seppur classificata come di “basso grado” dagli accertamenti strumentali – impone tempi di recupero tutt’altro che trascurabili. Gli esami effettuati nella mattinata di oggi al J|Medical hanno confermato il peggior timore di mister Thiago Motta e del suo staff, dopo che il giocatore aveva già dato forfait per la sfida contro il Genoa, accusando il problema proprio durante il riscaldamento pre-partita.
Stop di almeno tre settimane, conto alla rovescia per il finale di campionato
La nota ufficiale diffusa dal club bianconero parla chiaro: “lesione di basso grado del soleo”, una diagnosi che, tradotta in termini di calendario, significa un’assenza che si aggira intorno ai venti giorni. Di fatto, Vlahovic salterà con certezza le prossime sfide cruciali contro Atalanta e Bologna, ma il rischio concreto – come spesso accade con questo tipo di infortuni – è che lo stop si prolunghi ben oltre, vista la necessità di evitare ricadute su un muscolo già messo a dura prova dal lungo precedente infortunio. Difficile, a questo punto, immaginarlo in campo per la trasferta del 26 aprile sul campo del Milan; la data più probabile per un suo rientro, seppur da verificare giorno dopo giorno, resta quella della prima partita di maggio contro il Verona. Un’assenza pesantissima, considerato che il campionato volge al termine e che ogni partita, da qui alla fine, vale oro per le ambizioni della Vecchia Signora.
Spalletti e la nazionale serba: un’altra assenza pesante
Il problema, però, non riguarda soltanto la Juventus. Luciano Spalletti – che dopo la vittoria contro il Genova non aveva nascosto la propria “preoccupazione” per le condizioni dell’attaccante – rischia concretamente di dover fare a meno di Vlahovic fino quasi alla fine della stagione, con tutto ciò che ne consegue in termini di scelte tattiche e gestione del gruppo. Il serbo, reduce da un recupero faticoso e lungo dopo il grave infortunio patito a fine novembre, rappresentava un punto di riferimento per l’attacco bianconero e un’opzione di peso anche in ottica nazionale; la sua assenza prolungata, invece, costringerà entrambi a rivedere i piani. Non si parla, in questo caso, di una semplice contrattura, bensì di una lesione che va trattata con la massima cautela, a maggior ragione perché il soleo – muscolo profondo del polpaccio – è spesso il tallone d’Achille dei calciatori sottoposti a carichi intensi dopo lunghi periodi di inattività.
Perin, nessuna lesione ma resta il monitoraggio costante
Discorso diverso, invece, per Mattia Perin. Il portiere, uscito malconcio nell’ultimo impegno, è stato sottoposto agli stessi accertamenti nella giornata odierna; dagli esami non sarebbero emerse lesioni di rilievo, una notizia che tira un sospiro di sollievo all’ambiente, ma il suo caso va comunque valutato giorno per giorno. La sensazione è che per lui i tempi di recupero possano essere sensibilmente più brevi, anche se nessuno – nello staff medico juventino – intende correre rischi inutili a stagione così avanzata. Per la Juventus, insomma, si profila un finale di campionato in salita: da una parte la gestione di un attacco orfano del suo centravanti più rappresentativo, dall’altra l’attesa per il ritorno di un portiere che, seppur senza lesioni, deve ancora smaltire del tutto i postumi del colpo subito.




