Larian e l'intelligenza artificiale: Vincke torna a chiarire l'approccio per Divinity
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Il game director e cofondatore di Larian Studios, Swen Vincke, ha ritenuto necessario tornare pubblicamente sulla questione, provando a placare le polemiche che, soprattutto negli ambienti digitali, erano seguite alle sue dichiarazioni sull'utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale generativa nello sviluppo del prossimo Titolo della casa, Divinity. Con la pacatezza che spesso lo caratterizza, Vincke ha dunque offerto ulteriori spiegazioni, tentando di chiarire una volta per tutte come tali tecnologie verranno effettivamente impiegate all’interno dello studio, il quale, dopo il trionfo di Baldur's Gate III, si trova sotto i riflettori dell'intera industria videoludica.
Una risposta alle critiche
Le precisazioni del direttore creativo sono arrivate a seguito di un vero e proprio fuoco di fila sui social network, dove una parte del pubblico aveva espresso perplessità e timori, interpretando le prime parole sul tema come l'adozione di una metodologia che potesse sostituire il lavoro umano nella creazione di contenuti. Vincke, invece, ha ribadito come l’impiego di questi sistemi sia circoscritto e finalizzato a supportare specifiche fasi di produzione, senza intaccare il nucleo creativo e narrativo che ha decretato il successo dei loro giochi di ruolo. Alcuni, tra coloro che seguono da vicino le dinamiche dello sviluppo, hanno colto nelle sue parole un tentativo di tracciare una linea netta tra l’automazione assistiva e la visione artistica, la quale rimane saldamente nelle mani dei team di Larian.
Le ambizioni per il nuovo capitolo
Divinity, il cui annuncio ufficiale è avvenuto durante i The Game Awards 2025, si presenta infatti come un progetto mastodontico, che lo studio non esita a definire potenzialmente "il più grande gioco di ruolo di sempre". Dal trailer di presentazione è emerso un tono marcatamente oscuro, violento e raccapricciante, in linea con la tradizione della serie ma con un'ambizione narrativa e di world-building che punta a superare persino le vette raggiunte con Baldur's Gate 3. Quest’ultimo, com’è noto, aveva ridefinito gli standard del genere, creando di conseguenza un’attesa enorme per il nuovo lavoro, che i fan sperano possa quantomeno eguagliare la profondità e la complessità del suo predecessore.
Accessibilità e ottimizzazione prioritarie
Un aspetto cruciale della filosofia di sviluppo, su cui Vincke e il suo team hanno posto particolare enfasi, riguarda l'accessibilità tecnica del prodotto. Consapevoli delle difficoltà economiche che molti giocatori affrontano, aggravate dall'aumento dei prezzi dei componenti hardware come RAM e SSD, gli sviluppatori hanno garantito che Divinity sarà ottimizzato sin dalla fase di Accesso Anticipato per funzionare correttamente anche su sistemi meno recenti. Questa scelta, che va al di là della mera ottimizzazione tecnica, riflette una precisa volontà di non escludere una fetta del proprio pubblico per mere barriere hardware, assicurando che l'esperienza di gioco, per quanto vasta e complessa, possa essere fruita da un numero ampio di persone.
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