Tragedia sulla montagna vicentina: scialpinista perde la vita travolto da una valanga
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Redazione Interno
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Un'escursione scialpinistica, cominciata nelle prime luci del 2 gennaio, si è trasformata in tragedia sulle Piccole Dolomiti vicentine, dove un uomo di 50 anni ha perso la vita travolto da una slavina. L'incidente, che ha avuto come teatro il Vajo Gabele nel comune di Recoaro Terme, ha coinvolto Massimiliano Ferru, alpinista veneziano residente a Mestre, il quale stava scendendo insieme a un compagno dalla Cima Mesole verso l'Altopiano delle Montagnole dopo essere salito, in precedenza, attraverso il Vaio Diagonale.
La dinamica dell'incidente
La coppia, che si era mossa con piccozze e ramponi in un ambiente innevato e tipicamente invernale, è stata sorpresa dalla valanga durante la discesa lungo il canalone del Gabele. Il distacco del manto nevoso, le cui cause precise sono oggetto delle valutazioni degli esperti, ha travolto Ferru trascinandolo per diverse decine di metri e causandone il ferimento mortale, anche per l'impatto con gli ostacoli rocciosi presenti sul percorso. L'amico che era con lui, rimasto illeso, ha immediatamente attivato le procedure di soccorso, tentando un primo intervento e dando l'allarme per richiedere aiuto.
I soccorsi e la constatazione del decesso
Sul posto, raggiunto con rapidità nonostante le difficoltà orografiche, si sono portati gli operatori del Soccorso Alpino della stazione di Recoaro, supportati da un elicottero giunto da Treviso. I soccorritori, una volta arrivati a contatto con l'alpinista, non hanno potuto che constatarne il decesso, vanificando ogni tentativo di rianimazione. Le operazioni di recupero del, svolte in un contesto ambientale complesso, sono state quindi portate a termine sotto la direzione delle autorità competenti, le quali hanno avviato gli accertamenti di rito per ricostruire con esattezza la sequenza degli eventi.
Le indagini in corso
I carabinieri e gli uomini del soccorso alpino stanno ora esaminando ogni aspetto dell'accaduto, valutando le condizioni nivologiche della zona e il percorso intrapreso dai due escursionisti. L'amico superstite, profondamente scosso dalla tragedia, è stato sentito per fornire la propria testimonianza, fondamentale per delineare i momenti che hanno preceduto il distacco della massa di neve. Questo tipo di inchiesta, condotta con scrupolo e rispetto per la vittima e i suoi familiari, mira a stabilire la dinamica tecnica dell'incidente, senza entrare in speculazioni sulle responsabilità personali.




