Meteo, la prossima settimana con un vortice recidivo e poi correnti fredde punteranno l’Italia
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Redazione Interno
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L’immagine satellitare, in queste ore, non lascia spazio a interpretazioni: una perturbazione ampia e strutturata sta facendo il suo ingresso sul bacino del Mediterraneo, riportando l’inverno al centro della scena dopo la breve parentesi primaverile di venerdì. Se il Nord-Ovest, e in particolare il comparto ligure e lombardo, si trova già sotto l’assedio di nubi compatte e delle prime precipitazioni, il clou di questa fase di maltempo è atteso nel corso del fine settimana. Tra sabato 14 e domenica 15 marzo, infatti, i modelli previsionali convergono nell’indicare quantitativi di pioggia localmente superiori ai 100 millimetri, una soglia che, tradotta, significa oltre 100 litri d’acqua per ogni metro quadrato di superficie, con il rischio concreto di criticità idrogeologiche in aree particolarmente vulnerabili come quelle già provate da eventi simili in passato. Sulle Alpi, invece, l’elemento dominante sarà la neve, e gli accumuli, specie sui settori centro-occidentali, potrebbero raggiungere e superare il metro di fresca, un tesoro prezioso per i bacini idrici ma anche un’insidia per la viabilità.
Un fine settimana di pioggia e neve, il peggioramento nella notte tra sabato e domenica
Le proiezioni parlano di un peggioramento che si farà via via più incisivo dal pomeriggio di sabato, con fenomeni intensi e diffusi che si concentreranno sull’Alto Piemonte e nelle zone di confine con la Liguria, dove non si esclude la formazione di temporali. È nella notte tra sabato e domenica, però, che è atteso un ulteriore rinforzo del vortice depressionario, il quale, spostando il suo baricentro, richiamerà correnti ancora più instabili. Per domenica, il quadro meteorologico si presenterà ancora molto perturbato al Nord Italia e sulle Isole Maggiori, con precipitazioni che interesseranno a macchia di leopardo anche il resto della Penisola, seppur con minore intensità. L’evoluzione, come spesso accade in questi frangenti, è complessa e meriterà certamente altri aggiornamenti nelle prossime ore, ma la direzione intrapresa dalla circolazione atmosferica sembra ormai chiara.
Insidie in agguato: vortice alle basse latitudini e correnti fredde dai Balcani
Se il weekend rappresenta il primo, deciso, colpo di coda dell’inverno, è sulla settimana entrante che gli esperti concentrano le ipotesi più affascinanti, seppur ancora cariche di incertezza. Due, in particolare, sono le insidie all'orizzonte per l'Italia. La prima è rappresentata dal vortice depressionario che, dopo aver attraversato il Paese, tenderà a isolarsi e ad annidarsi alle basse latitudini del Mediterraneo. Questa configurazione, tipicamente recidiva, continuerebbe a pompare umidità e instabilità soprattutto verso le regioni meridionali, dove il maltempo potrebbe persistere anche all’inizio della nuova settimana, con fenomeni a tratti intensi e possibili nubifragi sui settori ionici.
La seconda minaccia, ben più sa dal punto di vista termico, è quella di un afflusso di correnti decisamente più fredde. L’ipotesi, accarezzata dai modelli matematici, vede un robusto blocco anticiclonico posizionarsi sull’Europa settentrionale, una sorta di tappo che intrappola l’aria gelida e la costringe a scivolare verso sud. In questo scenario, correnti orientali, e quindi più fredde e secche, penetrerebbero dalla porta dei Balcani e punterebbero direttamente l’Italia, determinando un crollo termico generalizzato e riportando le temperature su valori ben inferiori alle medie del periodo, con possibili nevicate a quote molto basse, specie lungo il versante adriatico.
Temperature in picchiata, la matrice atlantica lascerà spazio al gelo continentale
Il calo termico, in realtà, è già in atto al Nord, in particolare nei settori nordoccidentali, ma la sua matrice è ancora atlantica, legata cioè all’arrivo delle piogge e delle nubi. Il vero cambiamento, però, si consumerà nel corso della prossima settimana. La diminuzione della temperatura diventerà di natura continentale: non più l’aria fresca dell’Atlantico, ma masse d’aria più rigide che dalla Russia e dall’Europa orientale raggiungeranno il bacino del Mediterraneo. La terza settimana di marzo, pertanto, vedrà un generale raffreddamento del comparto europeo centro-orientale e, di riflesso, anche l’Italia sperimenterà un contesto termico più rigido, con valori che si porteranno al di sotto delle medie stagionali e un maltempo che, al Sud, potrebbe protrarsi per diversi giorni, alimentato proprio da questo contrasto tra l’aria fredda in arrivo e i residui di umidità presenti sui nostri mari.




