Juventus, rivincita servita: l’Atalanta travolta 3-0 ed è fuori dai playoff
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Redazione Sport
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Il campo di Vinovo, teatro dell’ultima giornata del campionato Primavera 1 “Trofeo Giacinto Facchetti”, ha restituito i conti di una stagione che per l’Atalanta si chiude con un’eliminazione secca. La Juventus Under 20, che aveva incassato una sconfitta in Coppa Italia proprio dai bergamaschi, ha costruito un 3-0 netto, privo di appelli. I nerazzurri, arrivati a questo appuntamento con la necessità di agganciare i playoff, escono invece dalla corsa dopo una prestazione in cui l’intensità iniziale non ha retto all’urto della determinazione bianconera.
Un avvio di fuoco e il vantaggio di Grelaud
La partita, va detto, non era iniziata sotto i migliori auspici per i padroni di casa. L’Atalanta, spinta da Percassi che dopo pochi minuti aveva trovato una traiettoria insidiosa dalla destra, sembrava poter mettere in difficoltà la retroguardia juventina. Ma Nava, il portiere bianconero, ha risposto con un tuffo tempestivo, neutralizzando l’unico vero brivido della prima fase. Dall’altra parte, la Juventus stringeva le maglie: Leone, con una giocata personale sulla corsia, aveva già saggiato i riflessi di Anelli – costretto a un doppio intervento – e Montero, a due passi dalla porta, sfiorava il vantaggio. Al 10’, però, la svolta: Grelaud, partito dalla sinistra, ha finalizzato un’azione corale che lasciava pochi spazi all’interpretazione. Un gol che portava la firma di una manovra fluida, senza sbavature.
Il crollo nerazzurro e la gestione bianconera
Il copione, dopo il vantaggio, non ha conosciuto sbavature. L’Atalanta, invece di reagire con la cattiveria vista nei minuti iniziali, ha progressivamente alzato il baricentro scoprendosi, e la Juventus ne ha approfittato senza alcuna pietà. Al 16’ – a distanza di soli sei minuti dal primo gol – Grelaud si è ripetuto, sempre dalla stessa zona del campo, seminando il difensore diretto e battendo Anelli con un diagonale che non lasciava scampo. A quel punto, per i bergamaschi, già matematicamente certi del 7º posto finale in classifica, l’aggancio ai playoff diventava un miraggio. La prima frazione si è chiusa con un parziale severo ma giusto, e nella ripresa la Juventus ha amministrato senza affanni: il 3-0, arrivato nella seconda metà di gioco, è stato il logico epilogo di una partita senza vera suspence.
Padoin: “Nessuna partita senza valore”
A margine del match, Simone Padoin – tecnico dei bianconeri – ha offerto una lettura spoglia di retorica. «Abbiamo giocato una partita seria, così come abbiamo fatto la scorsa settimana a Cesena, e questo mi ha reso orgoglioso», ha spiegato. «C’era il rischio di pensare che le ultime due partite non contassero niente, magari per un contraccolpo psicologico. Ho provato a tenere alte le motivazioni, e i ragazzi sono stati bravissimi ad assecondarmi: quando si veste questa maglia non esistono partite che non valgono». Parole che restituiscono l’idea di uno spogliatoio focalizzato, lontano da ogni tentazione estetica. La rivincita sulla squadra che li aveva eliminati in Coppa Italia, in questo senso, ha assunto i tratti di una doverosa restituzione sportiva.
Playoff lontani, un 7º posto che pesa
Per l’Atalanta, il 3-0 incassato a Vinovo rappresenta il crudo riassunto di una primavera altalenante. Il 7º posto finale, infatti, non consente l’accesso alla post-season: i nerazzurri chiudono fuori dalla griglia, con il rammarico di aver pagato a caro prezzo alcune fragilità difensive emerse proprio nelle gare decisive. La Juventus, dal canto suo, ha mandato un segnale nitido al resto del campionato: quando abbassa la testa e lavora di reparto, pochi riescono a reggerne l’urto. E il 3-0 sull’Atalanta, per giunta dopo la recente sconfitta in coppa, ha il sapore di una rivincita servita fredda, senza alibi per l’avversario.




