Sequestrati 2,2 milioni di euro a Giancarlo Tulliani, latitante a Dubai
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Redazione Interno
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Il Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza ha dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo, emesso dal Tribunale di Roma su proposta della Direzione Distrettuale Antimafia, che colpisce patrimonialmente Giancarlo Tulliani, la cui residenza è stabilita a Dubai e che risulta attualmente latitante. L'azione, che si inserisce in un più articolato contesto giudiziario, ha portato al pignoramento di una villa situata nel quadrante romano di Val Cannuta, di conti correnti detenuti sia in Italia che all'estero e di due autovetture, una delle quale di fascia alta, per un valore complessivo stimato in circa 2,2 milioni di euro. Tulliani, la cui vicenda personale si intreccia con figure di rilievo del panorama societario e politico nazionale – essendo egli il fratello di Elisabetta, un tempo compagna dell’ex presidente del Perugia Luciano Gaucci, e cognato dell’ex presidente della Camera Gianfranco Fini – è stato recentemente condannato in primo grado a sei anni di reclusione per il reato di riciclaggio, una sentenza alla quale non ha fatto seguito la sua costituzione spontanea.
Le radici giudiziarie del provvedimento
L’attuale misura cautelare affonda le sue radici in una precedente e complessa inchiesta, risalente ormai al 2017, che all'epoca portò all'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare dal Gip del Tribunale di Roma. Tale provvedimento era rivolto contro i componenti di un’associazione a delinquere di stampo transnazionale, la quale, stando all’accusa, si dedicava in modo sistematico alla commissione di una serie di illeciti gravissimi, tra i quali spiccavano il peculato, il riciclaggio e la sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. In quel contesto investigativo, che vide le Fiamme Gialle impegnate in un'operazione di scavo profondo, emersero con chiarezza i profili di ciascun indagato, tra i quali quello dello stesso Tulliani, le cui condotte illecite sono state poi definite in sede processuale.
La consistenza dei beni sottoposti a sequestro
Il patrimonio colpito dal sequestro, del quale fanno parte ingenti somme di denaro depositate su diversi conti correnti, riflette una capacità economica di tutto rispetto. La villa a Val Cannuta, zona residenziale di pregio nella periferia ovest della Capitale, rappresenta senza dubbio il bene di maggior valore e simbolico tra quelli pignorati, a cui si aggiungono le due autovetture che completano un quadro di beni mobili e immobili di notevole portata. L’intervento dello Scico, il Servizio specializzato della Guardia di Finanza, è stato mirato a interdire la disponibilità di queste risorse, che si presume siano il frutto o siano state reinvestite con attività delittuose, applicando in concreto le disposizioni della legge antimafia sulla prevenzione patrimoniale.
La posizione di latitanza e il contesto familiare
La scelta di Giancarlo Tulliani di non presentarsi per scontare la pena, stabilendo di fatto la propria residenza a Dubai, lo ha collocato nello status ufficiale di latitante, una condizione che complica notevolmente le attività delle autorità giudiziarie italiane, le quali devono ricorrere a procedure di cooperazione internazionale per tentare di ottenere l’estradizione. La sua vicenda, per quanto riguarda le relazioni familiari, è stata spesso accostata a nomi noti della cronaca rosa e della politica, un aspetto che, sebbene non influisca sul merito delle indagini, contribuisce a dare risonanza pubblica a un caso che altrimenti sarebbe rimasto confinato nelle aule dei tribunali. La sua condanna per riciclaggio rappresenta, in ogni caso, l'epilogo di un primo grado di giudizio che ha certificato la responsabilità penale in capo a lui.




