Genoa-Udinese, la notte del Ferraris racconta il calcio delle occasioni sprecate e dei colpi perfetti
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Redazione Sport
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C’è una partita, nel vuoto che separa il possesso palla dal gol, dove spesso si annida l’anima vera di questo campionato. L’anticipo della trentesima giornata di Serie A, giocato al Ferraris, ne ha offerto una rappresentazione tanto nitida quanto spietata: da una parte un Genoa che ha dominato la scena, colpendo due traverse nel solo primo tempo e vedendosi annullare un rigore dopo l’intervento del Var; dall’altra un’Udinese cinica, capace di capitalizzare in pieno ciò che di solito viene definito “la legge del calcio”, ovvero la capacità di fare gol quando meno te lo aspetti, quasi con sufficienza. Il risultato, un secco 0-2 per i friulani, racconta solo in parte l’andamento di una sfida dove la fisicità e l’atletismo, come spesso accade in questi confronti, hanno finito per prevalere sulla qualità della manovra.
La squadra di Daniele De Rossi, che nelle ultime uscite sembrava aver trovato un equilibrio importante, è apparsa a tratti padrona del campo, ma con il vizio, mai perdonato a questi livelli, di non concretizzare. Già nei primi minuti, il piede di Malinovskyi aveva cominciato a disegnare traiettorie pericolose: una punizione dal limite, calciata con quella violenza che lo ha reso celebre, si è stampata sulla traversa, lasciando immobile Okoye. Pochi minuti più tardi, è stato il turno di Colombo, il cui sinistro al volo ha nuovamente fatto tremare la struttura della porta difensiva dell’Udinese, trovando ancora una volta il legno. Due episodi, questi, che nel loro ripetersi identico hanno iniziato a disegnare un destino di frustrazione per i rossoblù, consapevoli di avere l’inerzia dalla loro parte ma non il risultato.
L’episodio che più di ogni altro ha segnato la psicologia della gara, però, è arrivato ad inizio ripresa. Quando l’arbitro Collu, dopo un tocco di mano di Kabasele in area, aveva indicato il dischetto, il Ferraris ha trattenuto il fiato in attesa della possibile svolta. La tecnologia, però, ha offerto un verdetto opposto: richiamato al Var, il direttore di gara ha rivisto le immagini e, valutando la posizione del braccio del difensore come aderente al, ha annullato la decisione precedente. Un colpo duro, psicologico prima ancora che tecnico, che ha restituito la partita in mano a un’Udinese brava a restare in partita senza mai affannarsi. L’atteggiamento della squadra di Kosta Runjaic è stato esemplare nella gestione della sofferenza: assorbire la pressione, coprire gli spazi, e attendere.
E l’attesa, come spesso accade, è stata ripagata. Al sessantaseiesimo, Zaniolo – che proprio in questo stadio aveva mosso i primi passi nel calcio che conta – ha confezionato l’assist della serata. La sua pennellata morbida ha trovato la testa di Ekkelenkamp, bravo a inserirsi tra la linea difensiva avversaria e a superare Bijlow con un colpo preciso. Un gol arrivato alla prima vera occasione costruita dai bianconeri, a testimonianza di una efficacia offensiva che, nel calcio moderno, vale più di mille tiri dalla distanza. Per Zaniolo, quello è stato il decimo contributo stagionale tra gol e assist in campionato, un traguardo personale che sottolinea la sua crescita in questa seconda parte di stagione.
Il finale di gara ha poi assunto i contorni di un copione già scritto. Con il Genoa riversato in avanti alla ricerca di un pari che non arrivava, gli spazi si sono aperti per il contropiede. E nel recupero, Davis ha sfruttato un’indecisione della retroguardia ligure – con Marcandalli in difficoltà nel rinvio – per involarsi in solitaria e firmare il definitivo 2-0 con un diagonale chirurgico. Per l’attaccante inglese, si tratta del decimo centro stagionale, un bottino che lo consacra come uno dei terminali offensivi più affidabili del torneo.
Sotto l’aspetto tattico, le scelte di formazione hanno rispecchiato le caratteristiche delle due squadre: De Rossi ha confermato la fiducia al suo 3-4-2-1, con Vitinha e Colombo a comporre la coppia d’attacco, mentre Runjaic ha risposto con un solido 3-5-2, affidando a Zaniolo il compito di cucire tra centrocampo e attacco. I numeri finali, tuttavia, raccontano di una serata che per il Genoa si tinge di rammarico: 18 conclusioni totali contro le poche dei friulani, ma due legni e un rigore revocato che pesano come macigni sull’analisi della prestazione. L’Udinese, invece, sale al decimo posto in classifica, blindando di fatto la propria posizione di centro classifica e confermando quella solidità mentale che nelle settimane scorse aveva già messo in difficoltà squadre blasonate.




