Piero Fassino e il caso del profumo sottratto a Fiumicino
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Redazione Interno
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L'ex segretario dei Democratici di Sinistra e attuale deputato del Partito Democratico, Piero Fassino, è al centro di una controversia legata al furto di una confezione di profumo di lusso presso il Duty Free del Terminal 1 dell'aeroporto di Fiumicino. L'incidente, avvenuto il 27 marzo scorso, ha portato a un'indagine preliminare da parte del Tribunale di Civitavecchia.
La proposta di riparazione pecuniaria
Per evitare il processo, l'avvocato di Fassino, Fulvio Gianaria, ha proposto una riparazione pecuniaria di 500 euro. Questa somma, se accettata dal giudice per le indagini preliminari (GIP) di Civitavecchia, permetterebbe di estinguere il reato di tentato furto. Fassino ha dichiarato di essere "sotto stress" a causa dell'incidente e ha espresso il desiderio di chiudere rapidamente la vicenda.
La decisione del GIP
Il GIP di Civitavecchia deve ora decidere se accettare la proposta di riparazione pecuniaria. Se accettata, Fassino eviterà il processo e la vicenda si concluderà con il pagamento della somma proposta. In una nota, Fassino ha confermato l'intenzione di ricorrere all'articolo 162 ter del Codice penale per risolvere la situazione.
Le dichiarazioni di Fassino
Fassino ha ribadito di aver sempre agito in buona fede e ha espresso amarezza per l'aggressività con cui è stata trattata la vicenda. Il politico ha sottolineato la sua correttezza e ha dichiarato di voler chiudere il caso il prima possibile per poter tornare a concentrarsi sulle sue attività politiche.
Conclusione della vicenda
La decisione del GIP è attesa a breve e potrebbe mettere fine a questa imbarazzante situazione. Se la proposta di riparazione pecuniaria sarà accettata, Fassino pagherà 500 euro al Tribunale di Civitavecchia, chiudendo così il caso del profumo sottratto al Duty Free di Fiumicino.




