Meteo, la svolta arriva dal 17 agosto: prime regioni a rischio forti temporali e crollo termico

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non è certo un'estate come le altre, quella che stiamo vivendo, e a confermarlo sono ormai i numeri ben più delle impressioni personali: la quarta ondata di calore consecutiva ha già superato ogni record di persistenza, con ben venti giorni di temperature eccezionalmente elevate, e le proiezioni indicano che il culmine di questa fase rovente sarà raggiunto proprio nei giorni di Ferragosto, per poi lasciare spazio, a partire dal 17 agosto, a un cambiamento radicale delle condizioni atmosferiche sull'intero territorio nazionale.

L'alta pressione di matrice subtropicale, che ha tenuto l'Italia sotto una cappa di afa e umidità opprimente per settimane intere, mostra infatti i primi, inequivocabili segnali di cedimento, aprendo la strada a una massa d'aria decisamente più fresca e instabile di origine nord-europea, destinata a sconvolgere gli scenari meteo con piogge a tratti intense e un sensibile calo delle temperature.

Un'estate da record e l'attesa per la svolta

Il 2026 resterà negli annali come l'anno dell'estate infinita, quella che ha messo a dura prova la resistenza degli italiani costretti a convivere con un caldo asfissiante e un tasso di umidità che rendeva l'aria quasi irrespirabile, soprattutto nelle ore notturne quando il termometro faticava a scendere sotto i venticinque gradi; e se da un lato la narrazione dominante ha spesso enfatizzato il ruolo dell'anticiclone africano come unico responsabile di questa lunga fase di stabilità meteorologica, dall'altro l'analisi oggettiva dei modelli previsionali, elaborati da centri di fama

Internazionale come il Met Office britannico e il servizio meteorologico tedesco DWD, racconta una storia ben diversa e assai più articolata. Le carte sinottiche, infatti, mostrano come sul bacino del Mediterraneo non vi sia ormai alcuna traccia di quella struttura anticiclonica compatta che aveva caratterizzato le settimane precedenti, e anzi proprio in questi giorni si assiste a un progressivo arretramento dell'alta pressione verso latitudini più settentrionali, fenomeno questo che gli esperti definiscono come un vero e proprio cambiamento strutturale della circolazione atmosferica.

Le regioni che saranno colpite per prime

Il break meteorologico, come confermato da Lorenzo Giovannini, fisico dell'atmosfera dell'Università di Trento, si inserisce in un contesto più ampio di riassetto della circolazione emisferica, all'interno del quale l'anticiclone africano tende a spostarsi progressivamente più a nord rispetto a quanto avveniva in passato, esponendo l'Italia a correnti più instabili e perturbate provenienti dal Nord Europa; e proprio da quella direzione, a partire dal 17 agosto, si muoverà verso sud un'intensa depressione carica di umidità, destinata a investire in prima battuta le regioni settentrionali e, in

Un secondo momento, quelle centrali e tirreniche, con precipitazioni a carattere temporalesco anche di forte intensità.

Le prime a fare i conti con questo netto peggioramento saranno quindi il Piemonte, la Lombardia e il Triveneto, aree dove i modelli prevedono l'insorgenza di rovesci e temporali sparsi già nelle ore serali di lunedì 17, con fenomeni che potrebbero risultare localmente violenti e accompagnati da grandinate di medie dimensioni, per poi estendersi rapidamente verso le regioni centrali, in particolare Toscana, Umbria e Lazio, dove il maltempo si farà sentire con maggiore incidenza nella giornata di martedì 18.

Calo termico e durata della fase instabile

Parallelamente all'arrivo delle precipitazioni, che peraltro potrebbero rivelarsi particolarmente abbondanti proprio laddove i terreni sono resi più aridi dalla prolungata assenza di pioggia, si assisterà a un calo delle temperature che, sebbene non rappresenti un brusco crollo termico come talvolta si è visto in altre occasioni, sarà comunque percepibile e sufficiente a restituire un po' di respiro dopo settimane di afa insopportabile: si parla di un abbassamento dei valori massimi che potrebbe oscillare tra i cinque e gli otto gradi, con punte di dieci gradi in meno sulle zone alpine e

Prealpine, dove l'aria fredda in arrivo troverà le condizioni ideali per esprimere al massimo la sua potenza.

La durata di questa fase perturbata, secondo le ultime emissioni dei centri di calcolo europei, potrebbe estendersi per diversi giorni, coinvolgendo gran parte della settimana successiva a Ferragosto e portando un regime meteorologico decisamente più dinamico e movimentato rispetto alla monotonia estiva a cui eravamo stati abituati; e se per il momento è prematuro stabilire con esattezza quando l'alta pressione riuscirà a riconquistare lo scenario mediterraneo, quel che appare certo è che l'Italia si appresta a vivere una delle più significative interruzioni della bella stagione di tutta

L'estate 2026.

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