Napoli, la sosta per ripartire ma con Allegri resteranno in pochi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Tre sconfitte nelle prime sei partite della stagione, appena sette gol segnati tra campionato e Champions League: la lunga sosta di campionato è l'occasione per tracciare un primo bilancio del cammino del Napoli, già staccato di sei punti dalla vetta e di cinque dalla zona Champions. Il pareggio di Firenze ha evidenziato pochi segnali di crescita e ribadito le carenze già emerse nelle scorse settimane, su tutte la scarsa vena offensiva.

I sette punti raccolti nelle prime cinque giornate di Serie A rappresentano il bottino più magro del Napoli degli ultimi dieci anni. Per ritrovare un avvio così stentato bisogna risalire alla stagione 2015/16, quando con Maurizio Sarri la squadra si fermò a quota sei. Persino Rudi Garcia, nell'annata poi conclusa con un deludente decimo posto, aveva fatto meglio con otto punti. La classifica recita due vittorie, un pareggio e due sconfitte: un ruolino di marcia che colloca gli azzurri lontano dalle posizioni che contano.

Sette reti in sei partite ufficiali equivalgono al record negativo del Napoli di Serie A dell'era De Laurentiis. La Gazzetta dello Sport sottolinea come non sia nemmeno una questione di gioco o di occasioni create: manca il cinismo sotto porta, l'istinto di aggredire la palla in area, quella fame necessaria per girare l'episodio a proprio favore. Appena due assist sono arrivati finora, un dato che preoccupa per una squadra che può contare sulla qualità di De Bruyne e sulla fantasia di Alisson, Lang e Neres.

Allegri sta giocando con quelli che vengono definiti gli scarti di Conte, ossia Lucca e Lang. I due erano stati acquistati la scorsa estate per cifre importanti, rispettivamente 35 e 25 milioni più bonus, per poi essere bocciati dal tecnico salentino e ceduti in prestito nella sessione invernale. Il nuovo allenatore ha dato loro fiducia, schierandoli anche a gara in corso, ma le risposte non sono arrivate. L'attaccante che doveva arrivare non è arrivato, e il Napoli si ritrova a fare i conti con un reparto offensivo che non produce.

Le tre settimane di stop assumono un'importanza particolare perché consentiranno allo staff tecnico di intervenire sugli aspetti che finora hanno impedito alla squadra di trovare continuità. Carlo Alvino, nel suo editoriale, ha definito la sosta "benedetta" per il Napoli, sottolineando però che dopo non ci saranno più pause per capire o studiare cosa fare per migliorare. La cosa importante, ha aggiunto, è che Allegri ci crede: ha il polso della situazione e la consapevolezza che questo è un gruppo che può e deve migliorare.

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