Il nuovo Fable mantiene il sistema morale ma rivoluziona la sua influenza sul protagonista
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Il ritorno di Fable, reboot affidato a Playground Games dopo la chiusura di Lionhead, porta con sé una delle sue colonne portanti, il sistema di allineamento morale, ma ne ridisegna profondamente le conseguenze. Secondo quanto dichiarato dal direttore del gioco Ralph Fulton, le scelte del giocatore continueranno a plasmare il mondo e le reazioni che lo circondano, in una complessa rete di cause ed effetti che da sempre definisce l'esperienza. Tuttavia, una delle meccaniche più iconiche e visivamente immediate dei capitoli originali – quella per cui le azioni malvagie o virtuose modificavano progressivamente l'aspetto fisico dell'eroe, con tanto di aureola o corna – è stata abbandonata. La decisione, spiegata dagli sviluppatori in occasione del recente Developer Direct 2026, punta a una maggiore libertà nella personalizzazione estetica del personaggio, separandola nettamente dalle dinamiche narrative e morali, il cui peso, si assicura, resta invece fondamentale.
Un umorismo britannico ispirato ai mockumentary
Se il sistema morale subisce un'evoluzione, rimane invece intatto e anzi rinvigorito l'umorismo tipicamente britannico che ha reso celebre la serie. Fulton ha chiarito che il tono comico del reboot attinge a piene mani da show televisivi come "IT Crowd" e "Peep Show", trovando però in "The Office" – nella sua versione originale – la principale fonte d'ispirazione. Lo stile finto-documentaristico della serie, con il suo peculiare umorismo imbarazzante e situazionale, è stato adattato all'universo fantasy di Albion. È a questo, del resto, che si devono le interviste a sguardo fisso verso la telecamera già intraviste in alcuni trailer, un espediente che permette di far emergere i tratti dei personaggi, le loro battute e le loro idiosincrasie in un modo che gli sviluppatori definiscono più naturale e spontaneo.
Le origini del progetto in seno a Playground Games
L'avventura di Playground Games con Fable non nasce da un piano prestabilito, ma da un desiderio interno di esplorare nuovi generi dopo il consolidato successo con "Forza Horizon". Fulton ha ricordato come i primi colloqui per formare un secondo team dedicato a un progetto diverso dai racing game siano iniziati poco dopo l'uscita di "Forza Horizon 3", quindi in un periodo che risale ormai a circa un decennio fa. L'opportunità di prendere in mano il franchise di Fable, rimasto orfano dopo la chiusura di Lionhead, è stata colta al volo dallo studio, che vi ha visto la possibilità di cimentarsi con una sfida creativa completamente nuova, lontana dalle piste e dalle automobili, e di applicare la propria esperienza nella costruzione di mondi aperti a un regno fantasy.
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