Amd risponde a Nvidia con la nuova famiglia di chip per i data center aziendali
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Mentre Jensen Huang, presidente di Nvidia, al Fontainebleau Theatre presentava la propria visione per un’intelligenza artificiale capace di interagire con il mondo fisico, Lisa Su, amministratrice delegata di AMD, rispondeva dall’altro capo della Strip di Las Vegas, aprendo ufficialmente il CES 2026 con un keynote che non poteva prescindere dal confronto diretto con il principale rivale. Il Venetian, con la sua riproduzione di atmosfere lagunari, ha fatto così da sfondo a una partita giocata tutta sui terreni del calcolo avanzato e dell’efficienza nell’addestramento dei modelli, dove la società di Sunnyvale ha scelto di puntare su una strategia di affinamento progressivo delle proprie architetture, piuttosto che su rotture radicali.
Il posizionamento di AMD nel mercato dei processori
La presentazione, che segue di poche ore quella del competitor, ha visto il lancio della famiglia Ryzen AI 400, nome in codice Gorgon Point, i cui primi dispositivi arriveranno sul mercato nel primo trimestre dell’anno. L’obiettivo dichiarato è quello di intercettare la domanda crescente di personal computer abilitati per l’elaborazione locale dell’intelligenza artificiale, un settore in forte espansione dopo l’avvento dei cosiddetti Copilot+ PC. Non si tratta, come è stato sottolineato, di una rivoluzione nella progettazione dei chip, bensì di un’evoluzione che passa attraverso incrementi di frequenza, un supporto ottimizzato a memorie più veloci e, soprattutto, una Neural Processing Unit notevolmente potenziata, elemento cruciale per gestire carichi di lavoro sempre più complessi direttamente sulla macchina dell’utente, senza dover ricorrere costantemente al cloud.
La centralità dell’AI nel panorama tecnologico
Il contesto della fiera, del resto, conferma una tendenza ormai consolidata: l’intelligenza artificiale rappresenta il motore primario dell’innovazione, influenzando non solo i prodotti annunciati ma anche il linguaggio e le narrative scelte dalle aziende per presentarli. La roadmap dei maggiori produttori di semiconduttori, d’altronde, appare da tempo orientata in questa direzione, con investimenti che privilegiano lo sviluppo di soluzioni integrate, in grado di offrire prestazioni competitive sia nel segmento consumer che in quello enterprise. La dimostrazione, avvenuta nel corso dell’evento, di robot che si addestrano utilizzando sistemi di AI physics, non fa che ribadire la volontà di esplorare le potenzialità dell’apprendimento automatico ben oltre i confini del digitale puro, avvicinandosi alla interazione con l’ambiente reale.
La sfida per la supremazia nel calcolo
La risposta di AMD, dunque, si colloca all’interno di una competizione tecnologica sempre più serrata, dove il dominio di Nvidia nel campo delle GPU per data center viene contrastato attraverso un approccio differenziato, che punta sull’accessibilità e su un’integrazione più stretta tra componenti. L’annuncio della nuova architettura Rubin da parte di Huang, già in produzione e descritta come la più potente mai realizzata, innalza ulteriormente l’asticella, spingendo i concorrenti a ottimizzare ogni aspetto delle proprie offerte. Le demo e i modelli presentati a Las Vegas, molti dei quali sviluppati in collaborazione con partner di primo piano come OpenAI e realtà italiane specializzate in robotica, tracciano una geografia del settore in costante movimento, dove l’aggiornamento incrementale delle piattaforme esistenti costituisce una mossa altrettanto cruciale rispetto al lancio di prodotti del tutto innovativi.




