Occhiuto, "Chi vuole arricchirsi sfruttando i lavoratori è nemico della Calabria"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Nella mattinata odierna, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro hanno eseguito un'operazione di grande rilievo, coordinata dalla Procura, che ha portato al sequestro di due società e all'applicazione di misure cautelari per reati contro lo sfruttamento di decine di lavoratori. Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha espresso le sue congratulazioni e sincera gratitudine alla Guardia di Finanza di Catanzaro per l'importante operazione, sottolineando come chi vuole arricchirsi sfruttando i lavoratori sia nemico della Calabria.
L'inchiesta ha rivelato un quadro desolante in cui le vittime, private dei più elementari diritti, percepivano stipendi da fame a fronte di turni massacranti. Le condizioni di sfruttamento e illegalità emerse dall'operazione della Guardia di Finanza, che ha coinvolto supermercati di un noto marchio nazionale, non possono che suscitare una profonda indignazione. Quanto accertato in merito a sfruttamento del lavoro, turni estenuanti, salari inadeguati, ambiente di lavoro insicuro e diritti negati rappresenta l'immagine di un'impostazione imprenditoriale elevata a sistema, che sacrifica la dignità delle persone all'altare del profitto di pochi.
In particolare, l'inchiesta ha messo in luce come i dipendenti, costretti a lavorare in luoghi che non rispettavano le norme di sicurezza, fossero sottoposti a soprusi e minacce. Quattro euro l'ora, restituzione in contante di parte dello stipendio, due settimane di ferie l'anno e, qualora il dipendente si fosse fatto male sul lavoro, avrebbe dovuto sostenere di essersi ferito a casa. C'è quanto basta per recriminare su un sistema di soprusi cui erano sottoposti 60 dipendenti di cinque attività commerciali del Catanzarese (Montepaone, Soverato e Chiaravalle centrale).
L'operazione della Guardia di Finanza di Catanzaro, che ha eseguito cinque misure cautelari per vari reati e sequestrato beni per oltre 27 milioni di euro, rappresenta un passo importante nella lotta contro lo sfruttamento dei lavoratori e l'illegalità diffusa.




