SpaceX e l'effetto valanga del rinvio: il test di Starship affonda il titolo in Borsa
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Redazione Economia
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La corsa di SpaceX verso il mercato azionario era iniziata con un fragore che aveva fatto tremare i giganti di Wall Street, salvo poi trasformarsi in un silenzio assordante appena un mese dopo il debutto. Il tanto atteso tredicesimo volo di prova di Starship, il gigantesco razzo che dovrebbe rivoluzionare l'accesso allo spazio riducendo i costi di trasporto da tremila a cento dollari al chilogrammo, era previsto per il 16 luglio dal centro spaziale di Starbase, in Texas.
La diretta streaming era già pronta a catturare l'ennesimo tentativo di far decollare il razzo più potente mai costruito, ma quando mancavano pochi istanti al via, l'orologio si è fermato. Un problema ai motori Raptor del booster Super Heavy ha attivato il sistema automatico di interruzione del lancio, lasciando il razzo immobile sulla rampa e gli investitori con il fiato sospeso.
Dal record di Wall Street al tonfo in Borsa
A distanza di poche settimane dall'approdo al Nasdaq, avvenuto il 12 giugno con la più grande IPO della storia che aveva raccolto 75 miliardi di dollari e valutato l'azienda circa 1.770 miliardi, il sentiment del mercato è radicalmente mutato. Il debutto era stato trionfale: le azioni avevano chiuso la prima giornata a 160,95 dollari, con un balzo del 19,2% rispetto al prezzo di collocamento di 135 dollari, e nei giorni successivi avevano toccato un picco di 225 dollari, spingendo la capitalizzazione oltre i 2.600 miliardi.
Quel momento aveva reso Elon Musk il primo "trilionario" della storia, con un patrimonio che per qualche giorno aveva superato i 1.450 miliardi di dollari. Oggi, però, il titolo ha perso gran parte di quell'entusiasmo, chiudendo a 131,11 dollari nella seduta del 16 luglio, un livello inferiore al prezzo dell'IPO. Il rosso si è intensificato nelle contrattazioni after-hour, con un calo di oltre il 3% che ha alimentato i timori di una bolla speculativa.
Il conto salatissimo dell’aborto del lancio
L'inciampo di Starship, sebbene definito dall'amministratore delegato Elon Musk come un rinvio di pochi giorni a causa della necessità di sostituire due motori, ha avuto un impatto immediato e sproporzionato sul valore di mercato. Secondo le prime stime, il patrimonio di Musk si è ridotto di circa 300 miliardi di dollari nel giro di un mese, scendendo al di sotto della soglia dei mille miliardi di dollari.
La ragione di questa volatilità estrema risiede nella struttura proprietaria dell'azienda: Musk controlla oltre il 40% delle azioni SpaceX, detenendo una quota stimata tra il 38% e il 46% del capitale, e vanta oltre l'80% dei diritti di voto. Questo significa che ogni movimento del titolo si traduce in una variazione enorme del suo patrimonio personale, ma rappresenta anche un campanello d'allarme per gli investitori di minoranza, che si trovano a subire le oscillazioni di un'azienda fortemente influenzata dalla volontà del suo fondatore.
Un investimento ad alto rischio tra profitti e valutazioni
Molti analisti ritengono che il crollo di SpaceX sia il risultato di una combinazione letale di fattori: da un lato, la fisiologica presa di profitto da parte dei primi investitori che hanno cavalcato l'onda dell'hype iniziale, dall'altro, una più severa rivalutazione dei fondamentali economici. Secondo i dati emersi in occasione dell'IPO, nel 2025 SpaceX ha generato ricavi per 18,7 miliardi di dollari trainati dalla costellazione di satelliti Starlink, ma ha riportato una perdita netta di 4,9 miliardi.
La società sta investendo pesantemente nell'intelligenza artificiale e nell'espansione delle infrastrutture, tanto che nei soli primi tre mesi del 2026 le perdite hanno toccato i 4,28 miliardi. La capitalizzazione di mercato, che oggi si attesta intorno a 1,7-1,9 miliardi di dollari, appare ancora estremamente elevata se rapportata a un'azienda che brucia liquidità a questo ritmo.
Il banco di prova di agosto e il vincolo degli azionisti
Il prossimo appuntamento cruciale per il titolo è fissato per la prima settimana di agosto, quando SpaceX pubblicherà il suo primo rapporto trimestrale da società quotata. Gli investitori attendono con ansia i numeri per capire se la crescita dei ricavi sia in grado di giustificare le valutazioni attuali o se le perdite continueranno ad ampliarsi. A complicare ulteriormente il quadro, subito dopo la pubblicazione dei conti scadrà il periodo di lock-up che impediva ai dipendenti e ad alcuni azionisti storici di vendere le proprie quote.
Si stima che potrebbero essere messi sul mercato titoli per oltre 100 miliardi di dollari, un'ondata di vendite che rischierebbe di deprimere ulteriormente il prezzo delle azioni.




