Allergie di Pasqua, il picco dei pollini mette in difficoltà dieci milioni di italiani
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Redazione Salute
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Le campane della Resurrezione, si sa, suonano spesso in concomitanza con il risveglio più fastidioso della natura: quello dei pollini. Quest’anno, complice una fioritura anticipata e inspiegabilmente simultanea di diverse specie vegetali, la stagione pollinica ha raggiunto il suo apice proprio nei giorni delle festività pasquali. Per chi vive con una rinite allergica o, peggio, con forme asmatiche, il momento è particolarmente critico: circa tre italiani su dieci, secondo le stime più recenti – e cioè quasi dieci milioni di persone – si trovano a fare i conti con un incremento sensibile di starnuti a raffica, congestione nasale e quella fastidiosa lacrimazione che trasforma una semplice passeggiata in un calvario.
Un aumento del 25% delle reazioni durante le vacanze
Proprio quando la maggior parte della popolazione pensa al riposo, ai viaggi e al tradizionale pranzo all’aperto, i consulti allergologici registrano un’impennata. Stefano Del Giacco, Ordinario di Medicina Interna all’Università di Cagliari, ha quantificato il fenomeno: durante le vacanze pasquali le reazioni allergiche aumentano del 25% rispetto al resto della primavera. Un dato che non sorprende chi conosce le abitudini nazionali, visto che la gita fuori porta – con il picnic sull’erba e le lunghe camminate tra i campi – rappresenta il rito laico per eccellenza di Pasquetta. Ed è proprio l’esposizione prolungata all’aria aperta, spiegano gli specialisti, a trasformare un fastidio stagionale in un vero problema di salute pubblica, con crisi di asma bronchiale che in alcuni casi richiedono addirittura l’accesso al pronto soccorso.
Il congresso di Vietri sul mare e le linee di comportamento
A fare il punto della situazione sono stati gli allergologi e gli pneumologi riuniti da poco a Vietri sul mare, in provincia di Salerno, in occasione del congresso “Libero Respiro”. L’incontro, dedicato interamente alle patologie respiratorie allergiche, ha messo in luce come l’interazione tra le abitudini ricreative degli italiani – quelle stesse gite che sembrano fatte apposta per inalare pollini in concentrazioni massime – e la contemporanea fioritura di betulle, graminacee, ulivo e parietaria stia creando una “tempesta perfetta”. Nessuna speculazione, qui, ma numeri: dieci milioni di persone che convivono con allergie stagionali si trovano a dover scegliere tra la voglia di normalità e il rischio di passare le vacanze con gli occhi gonfi e il naso che cola.
Le mete migliori e i consigli degli esperti (senza illudersi)
Non tutte le località, però, sono uguali. Gli esperti ricordano che esistono ambienti meno ricchi di pollini: le zone di mare aperto, per esempio, o le aree montane al di sopra dei millecinquecento metri, dove la fioritura è ancora in ritardo. Ma anche in pianura, evitare le ore centrali della giornata (quelle con la massima emissione di pollini) e scegliere percorsi lontani da prati e giardini può fare la differenza. Per chi non può rinunciare alla scampagnata, i consigli sono precisi: indossare occhiali da sole anche senza sole, cambiarsi d’abito rientrando a casa e – tratto distintivo di una buona gestione – non stendere la biancheria all’aperto in questi giorni. Piccole accortezze, certo, ma che per i dieci milioni di italiani che starnutiscono in queste ore possono trasformare una Pasqua da incubo in un semplice, sopportabile, disagio.




