Acqua della diga Trinità a mare, non si placa l'emergenza siccità nel Trapanese

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La provincia di Trapani, la cui economia agricola è tradizionalmente legata a un approvvigionamento idrico costante, continua a confrontarsi con una carenza di risorse che sta mettendo in seria difficoltà le aziende del settore. Nonostante le precipitazioni registrate nelle settimane passate, un paradosso gestionale, che molti definiscono incomprensibile, impedisce di accumulare le riserve necessarie: l'acqua della diga Trinità, infatti, viene ancora scaricata in mare. La quota massima dell'invaso rimane fissata a 62 metri, un limite che di fatto obbliga a disperdere la risorsa piovana in eccesso, la quale, invece di essere conservata per i periodi di magra, finisce per alimentare un allarme siccità sempre più concreto in territori come quelli di Castelvetrano, Campobello di Mazara e Mazara del Vallo.

La risposta politica all'emergenza

Di fronte a una situazione così critica, i primi cittadini della zona hanno deciso di muoversi collettivamente per sollecitare un intervento immediato. "Uniti per l'acqua: i Comuni fanno sentire la loro voce e la Regione risponde", ha dichiarato la sindaca Daniela Toscano, riferendo di un incontro con il vicepresidente della Regione Siciliana. Nel corso di quell'appuntamento, è stata illustrata la gravissima crisi innescata dal prosciugamento dell'invaso Garcia, un bacino fondamentale per l'approvvigionamento. Dall'esecutivo regionale è arrivata l'assunzione di un impegno preciso, che consiste nella realizzazione, entro un arco di circa tre settimane, dell'interconnessione tra il lago Arancio e il Garcia, un'opera ritenuta essenziale per risolvere, almeno in parte, l'emergenza in atto.

Le proteste delle associazioni di categoria

Mentre la politica tenta di trovare una soluzione, le campagne vedono concretamente i propri frutti a rischio. Coldiretti Sicilia non usa mezzi termini per descrivere quello che sta accadendo, parlando apertamente di un "limite della vergogna" superato. L'organizzazione agricola punta il dito contro una lunga serie di inefficienze, che vanno da "relazioni sbagliate" e "dati errati" fino alla presenza di "tubi rotti", elementi che contribuiscono a delineare un quadro di disastro idrico generalizzato. Anche ieri, come purtroppo accade da anni, le paratie della diga Trinità sono state aperte, e "la preziosa risorsa è andata dispersa davanti agli occhi increduli degli agricoltori", un'immagine che sintetizza tutta la frustrazione di un comparto produttivo che si sente abbandonato.

Il ponteggio delle autobotti

Per far fronte alla cronica mancanza d'acqua, la Protezione Civile regionale ha intensificato i propri sforzi, attivando un piano di distribuzione straordinario sul territorio. Sono stati distribiti, fino a ora, tre milioni di litri d'acqua, un quantitativo che, sebbene considerevole, rappresenta solo un palliativo per una necessità strutturale. A garantire questo servizio di emergenza provvedono venticinque autobotti, che percorrono ininterrottamente le strade della provincia, tentando di colmare, giorno dopo giorno, un deficit che le infrastrutture fisse non sono più in grado di supportare.

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