L’estate 2026 porta il ritorno dei sandali scoubidou, tra nostalgia anni Novanta e nuove tendenze must-have
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Redazione Cultura e Spettacolo
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C’era un tempo, e chi quel periodo lo ha vissuto se lo ricorderà bene, in cui l’estate non era fatta solo di bagni al mare e giochi all’aperto ma anche di pomeriggi interminabili passati a intrecciare fili colorati. I cosiddetti scoubidou, fenomeno globale della metà degli anni Novanta, tornano a essere protagonisti, questa volta non più come semplici portachiavi o braccialetti ma nella forma inaspettata di calzature di tendenza per la bella stagione.
L’idea di trasformare quei nodi che un tempo sembravano appannaggio esclusivo di nonne con libretti di istruzioni o di ragazzini al mare in un accessorio modaiolo nasce sulle passerelle, dove Miuccia Prada – tramite il suo marchio Miu Miu – ha presentato una collezione che ha saputo riaccendere l’entusiasmo per quel mondo giocoso fatto di intrecci, colori fluo e una certa aria di libertà d’altri tempi.
Ciò che rende questi sandali, chiamati per l’appunto scoubidou, particolarmente interessanti nel panorama della moda attuale è la loro duplice anima, capace di evocare ricordi d’infanzia senza mai scadere nel banale, anzi rivelando una raffinatezza inaspettata nella loro struttura semplice. A differenza di altre mode passeggere o eccessivamente appariscenti, il modello scoubidou gioca sulla leggerezza dei cordoncini che avvolgono il piede, creando una silhouette che pare quasi disegnata a mano, impalpabile ma al contempo piena di personalità.
Non è un caso che questa tipologia di scarpa stia spopolando non solo nelle riviste di settore ma anche nei guardaroba delle fashion insider più seguite, da Leandra Cohen a Rita Montezuma, le quali hanno già fiutato il potenziale di un accessorio capace di sostituire con stile le classiche infradito da spiaggia.
Dalla spiaggia alla città: un ritorno alle origini mediterranee
Se si osserva bene il dettaglio degli intrecci che caratterizzano i sandali scoubidou, è impossibile non notare il richiamo esplicito al mondo della nautica e, più in generale, alla cultura marinara. Proprio come i nodi usati dai marinai per le loro imbarcazioni, trasformati poi in un passatempo ludico per bambini, anche questi lacci ritrovano oggi una funzione pratica ed estetica, quella di tenere il piede ancorato a una suola che – nella maggior parte dei casi – si mantiene volutamente piatta o leggermente rialzata.
La comodità, insomma, diventa il cavallo di battaglia di una scarpa che si propone come valida alternativa ai modelli più rigidi o strutturati. Non mancano però le declinazioni più minimal, come quella proposta dal brand italiano Flòwze, che ha deciso di alleggerire ulteriormente il disegno, optando per una suola ultra flat e linee essenziali che lasciano respirare l’intreccio senza renderlo troppo invadente.
L’aspetto che forse più incuriosisce gli addetti ai lavori è la versatilità di questi sandali, capaci di adattarsi tanto a una passeggiata tra i vicoli di un’isola greca quanto a un aperitivo in centro città. A fare da contraltare a questo ritorno all’infanzia, infatti, c’è un’altra tendenza forte di questa stagione, quella delle zeppe, che tornano a farsi spazio dopo anni di oblio grazie alla loro capacità di coniugare altezza e assoluta comodità.
Le zeppe slim e la rivincita del tacco comodo
Non solo scoubidou, però, perché l’estate 2026 sembra essere caratterizzata da un vero e proprio revival degli anni Novanta che tocca anche altri modelli iconici, prime fra tutti le zeppe. Nato dal genio creativo di Salvatore Ferragamo già negli anni Trenta, questo tipo di calzatura ha vissuto il suo momento di massimo splendore proprio nel decennio appena citato, per poi scomparire gradualmente dai radar dei trend setter.
Oggi, però, le zeppe tornano in una veste rinnovata e più matura, abbandonando i plateau esagerati del passato per abbracciare un design più sottile e scultoreo, che viene definito "zeppa slim". I materiali giocano un ruolo fondamentale in questa rinascita, con il sughero e la paglia che fanno da padroni, richiamando un’estetica vagamente boho-chic ma senza mai esagerare nei decori.
Dalle passerelle di Isabel Marant, che ha riproposto delle mule a ciabattina dal sapore indie e spiccatamente artigianale, fino alle proposte più pulite e urbane di Boss, la zeppa si è riconquistata un posto d’onore, dimostrando di poter essere tanto un must-have per il tempo libero quanto un’opzione valida per un look da ufficio. Quello che accomuna questi due mondi – quello giocoso degli scoubidou e quello più strutturato ma altrettanto nostalgico delle zeppe – è la ricerca spasmodica del comfort, una parola che ormai detta legge nel settore delle calzature.
A dimostrazione di ciò, anche i classici sandali a listini sottili, resi celebri da icone come Carolyn Bessette-Kennedy, sono tornati prepotentemente di moda, spazzando via l’idea che l’eleganza debba necessariamente essere sinonimo di sofferenza.




