La Juventus si processa: caccia ai colpevoli, ma Thiago Motta non rischia
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Redazione Sport
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TORINO – In una giornata che ha visto il sole tiepido contrastare con il clima gelido dentro e fuori i confini di Continassa, la Juventus si ritrova a fare i conti con una delle stagioni più turbolente degli ultimi anni. La sconfitta in Coppa Italia, che ha sancito l’eliminazione del club bianconero, ha riacceso i riflettori su una situazione già critica, alimentando dubbi e polemiche. Eppure, nonostante il malcontento crescente, una certezza sembra emergere dalle parole di Cristiano Giuntoli, direttore sportivo della società: “Thiago Motta non è in discussione”.
Giuntoli, insieme al presidente Ferrero e all’amministratore delegato Scanavino – che ricopre anche il ruolo di presidente di Gedi, gruppo editoriale di Repubblica – ha tenuto un incontro con la squadra, ribadendo la fiducia nell’allenatore. Un messaggio chiaro, che però non basta a placare le voci di un possibile scollamento tra la dirigenza e lo staff tecnico. Riccardo Gambelli, scrittore e piccolo azionista della Juventus, ha espresso il suo punto di vista durante la trasmissione Fuori di Juve su Radio Bianconera: “Mi aspettavo che la dirigenza si facesse sentire dopo la partita col PSV, molto più importante di quella di ieri. Giuntoli non si è mostrato in nessuna delle due occasioni, è apparso solo oggi su Sky. Agnelli, invece, si faceva vedere spesso”.
Gambelli ha aggiunto che, anche in caso di qualificazione in Champions League, Motta potrebbe non essere al sicuro. Una posizione che trova eco nelle parole di Orazio Accomando, giornalista che attraverso il suo canale Youtube ha analizzato la situazione: “Mandare via Motta non sarebbe una soluzione. La Juventus è la squadra meno prevedibile del campionato italiano. Un esempio? Batte l’Inter con un’ottima ripresa, nonostante l’Inter sia, secondo me, la migliore in Italia”.
Intanto, le voci di corridoio suggeriscono che il rapporto tra Giuntoli e Motta non sia dei più solidi. Paganini, altro osservatore vicino all’ambiente juventino, ha sottolineato: “Mi aspettavo che ieri la società mettesse la faccia, oltre a Motta. Il fatto che non lo faccia da un po’ è un segnale di scollamento tra Giuntoli, che si incontra con Zidane, e l’allenatore. Mi sembra di rivivere per Motta quello che ha fatto lui a La Spezia. Alla Juve è un altro mondo, ma non c’è feeling tra Giuntoli, la società e l’allenatore. E questo scollamento si riverbera anche sulla gestione di alcuni calciatori”.




