Un rigore fallito e un gol mangiato condannano il Galatasaray a Monaco

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il festival delle occasioni sprecate, che ha caratterizzato buona parte della sfida, ha trovato il suo epilogo in una rete segnata al terzo tentativo utile. Dopo averne clamorosamente fallite due, una delle quali a pochi metri dalla porta vuota, Balogun è riuscito a dare la direzione alla partita, fissando il risultato sull'1-0 che ha consegnato i tre punti al Monaco. Il Galatasaray, che pure aveva costruito azioni pericolose soprattutto nella prima frazione di gioco, è stato così punito per una proverbiale inefficacia sotto rete, in una serata che ha visto protagonista, suo malgrado, anche il suo portiere di riserva.

Una sequenza di errori decisiva

La partita, in equilibrio per lunghi tratti, si è giocata infatti su una manciata di episodi cruciali, molti dei quali risoltisi in falli clamorosi. Già nel primo tempo, quando l’azione offensiva dei turchi appariva più nitida, un grave sbaglio aveva impedito il vantaggio: il centrocampista tedesco Ilkay Gundogan, servito in posizione ideale al centro dell’area, ha calciato altissimo sopra la traversa, sprecando un’opportunità d’oro. Un’occasione che, di lì a poco, si è riproposta con segno opposto, quando al 48’ del secondo tempo l’arbitro, dopo una revisione al Var, ha assegnato un calcio di rigore al Monaco per un fallo su Minamino. La scelta di far battere l’ex bianconero Denis Zakaria si è rivelata infelice, poiché il suo tiro, centrale e non particolarmente potente, è stato agevolmente respinto dal portiere Fernando Muslera con un intervento quasi istintivo.

L’ingresso turbolento del portiere di riserva

La dinamica della gara è mutata radicalmente poco dopo l’ora di gioco, quando Muslera è stato costretto a lasciare il campo per un infortunio. Il suo sostituto, Gunay Guvenc, ha vissuto un ingresso in campo ai limiti del surreale, mostrando una tensione palpabile ancora prima di varcare la linea di fondo. L’estremo difensore, infatti, ha iniziato a litigare aspramente, in una sequenza tanto inspiegabile quanto plateale, con membri della panchina avversaria e persino con figure del proprio staff. Una concentrazione alterata che, pur non essendo direttamente collegata all’azione del gol, ha fotografato uno stato di confusione nella compagine turca in un momento delicatissimo della partita.

Il gol arriva dopo altri sbagli

Il pareggio sembrava comunque ancora possibile, nonostante l’inferiorità numerica nelle realizzazioni concrete. Ma il destino della partita è stato scritto dalla ripetizione di un copione già visto: pochi minuti dopo il rigore parato, Balogun si è trovato ancora una volta in una posizione perfetta per segnare, fallendo nuovamente il bersaglio da distanza ravvicinata. La legge del terzo tentativo, tuttavia, ha infine premiato l’attaccante, che poco dopo ha finalmente trovato la via della rete, spezzando la resistenza del Galatasaray e concretizzando, in maniera definitiva, quel vantaggio che i padroni di casa avevano più volte sciupato. La sconfitta turca, dunque, matura in quel cumulo di dettagli negativi – un rigore non trasformato, occasioni sprecate e un cambio sotto i pali turbolento – che spesso fanno la differenza in competizioni ad alto livello.

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