Ferrari trionfa a Le Mans, ma in F1 è ancora crisi: Elkann esalta il WEC e ignora i problemi con Vasseur
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Redazione Sport
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C’è una Ferrari che vince, e una che arranca. Quella che trionfa, ormai da tre anni consecutivi, è la 499P del Mondiale Endurance, capace di imporsi ancora una volta alla 24 Ore di Le Mans, questa volta con la vettura “clienti” dell’AF Corse guidata da Kubica, Ye e Hanson. Quella che delude, invece, è la monoposto di Maranello schierata in Formula Uno, dove le strategie incerte e le prestazioni altalenanti hanno relegato Sainz e Leclerc a un anonimo quinto e sesto posto in Canada.
John Elkann, presidente della Ferrari, non ha nascosto l’entusiasmo per il successo francese, definendolo «eroico» e sottolineando come il team abbia «onorato il Drake». Un trionfo che, al di là della livrea gialla della vettura vincitrice, porta ancora una volta il Cavallino sul tetto del mondo endurance, consolidando un dominio iniziato nel 2023. «Le Mans è un momento speciale per chi ama l’automobilismo», ha aggiunto Elkann, evitando però qualsiasi riferimento alla crisi in F1, dove Frederic Vasseur – pur con qualche luce intermittente – non è ancora riuscito a riportare la squadra ai livelli attesi.
A fare la differenza nel WEC è stato Antonello Coletta, direttore delle corse GT e dell’endurance, che con il suo staff ha dimostrato come si possa costruire una squadra italiana vincente senza dipendere da strutture estere. Un modello di efficienza che stride con le difficoltà della scuderia di F1, dove gli errori strategici e le scelte discutibili continuano a pesare. A Montreal, per esempio, la gara è stata condizionata da un incidente evitabile, con Norris che ha compromesso la sua corsa, ma le Ferrari non sono riuscite a sfruttare appieno l’occasione.




