Meloni rilancia la riforma della giustizia, magistrati pronti allo sciopero
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Redazione Interno
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La premier Giorgia Meloni, dal palco di Atreju, ha annunciato che il 2025 sarà l'anno delle riforme, tra cui quella della giustizia, che prevede la separazione delle carriere tra magistrati e pubblici ministeri. La riforma, proposta dal Guardasigilli Carlo Nordio, mira a garantire parità tra accusa e difesa, riequilibrando un sistema giudiziario che, per anni, ha visto processi in cui le parti apparivano su piani di preoccupante disuguaglianza.
Dall'altra parte, l'Associazione Nazionale Magistrati (Anm) ha espresso una ferma opposizione alla riforma, definendola un atto di paternalismo non necessario. Durante l'assemblea generale straordinaria, tenutasi nell'aula magna della Corte Suprema di Cassazione, il presidente dell'Anm, Giuseppe Santalucia, ha dichiarato che i magistrati sanno governarsi da soli e non hanno bisogno di essere liberati da nessuno. L'assemblea, con oltre 700 partecipanti, ha deciso all'unanimità l'immediata mobilitazione contro la riforma, che viene considerata uno strappo alla Costituzione.
Tra le iniziative annunciate dall'Anm vi sono la proclamazione di una o più giornate di sciopero, la creazione di un comitato referendario e una manifestazione nazionale. Anche i magistrati di Varese, presenti all'assemblea straordinaria, hanno ribadito il loro "no" alla riforma della giustizia, sottolineando la necessità di mobilitarsi contro le decisioni del Governo.
La riforma della giustizia, che prevede la separazione delle carriere, è stata riproposta dal ministro Nordio con l'obiettivo di tutelare effettivamente i diritti dei cittadini.




