Reggio Calabria Street food fest, oltre centomila presenze e la vittoria del pitone fritto di Portella

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Sono bastati cinque giorni, sul lungomare “Italo Falcomatà”, per trasformare la riviera reggina in un crocevia di culture e sapori, dove la tradizione del cibo di strada ha incontrato una partecipazione straordinaria di pubblico. La seconda edizione del Reggio Calabria Street Food Fest, organizzata da Eventivamente, ha così chiuso i battenti dopo aver sfiorato, stando ai dati diffusi dagli organizzatori, la ragguardevole cifra di centomila presenze. Un risultato, questo, che certifica il successo di una kermesse capace di animare il cuore della città con un allestimento composto da ben 48 casette del gusto, offrendo ai visitatori una full immersion di ben 12 ore nella giornata conclusiva.

La competizione, che ha visto protagonisti gli operatori provenienti da diverse regioni italiane, ha tenuto i visitatori con il fiato sospeso fino alla serata di domenica; momento clou della manifestazione è stata infatti la proclamazione del vincitore, decretato in base al gradimento espresso dal pubblico. A convincere i palati più esigenti è stata la pitoneria Portella, che si è aggiudicata il primo posto grazie al suo celebre pitone fritto, proposto sia nella versione tradizionale sia in quella arricchita con speck e patate. Subito dietro, a completare il podio, si sono piazzati i Churros di Punta Piana Pool, mentre la medaglia di bronzo è andata allo Smash Burger di Hammucca.

Un ponte gastronomico sullo Stretto, il riconoscimento del sindaco Battaglia

Il valore dell’evento, tuttavia, è andato oltre il mero aspetto ludico-culinario. Nel corso della serata conclusiva, è intervenuto il sindaco facente funzioni del Comune di Reggio Calabria, Domenico Battaglia, il quale ha voluto sottolineare l’importanza strategica di una manifestazione che, come ha avuto modo di evidenziare, sancisce idealmente un’unione tra le due sponde. Il “Pitone”, in questa ottica, diventa molto più di una semplice prelibatezza messinese, trasformandosi in un simbolo di integrazione e dialogo enogastronomico tra Reggio e Messina. Non è sfuggito agli osservatori, in questo contesto di festa, che la kermesse si sia svolta in un periodo particolare per l’amministrazione reggina, con Battaglia – subentrato a Giuseppe Falcomatà dopo la sua elezione a consigliere regionale – alla guida della città in qualità di candidato sostenuto da otto liste per le prossime elezioni comunali.

L’analisi dell’organizzatore, Palella, e il trionfo delle presenze

A tirare le somme di questa cinque giorni di gusto è stato direttamente Alberto Palella, amministratore unico di Eventivamente, che ha espresso grande soddisfazione per la riuscita dell’evento. «Siamo molto felici – ha dichiarato Palella – di aver trascorso cinque giorni nell’incantevole Reggio Calabria tra eccellenze, food e spettacoli». L’organizzatore ha poi posto l’accento sulla crescita costante della manifestazione, sottolineando come l’afflusso di famiglie, giovani e persone di tutte le età abbia superato ogni aspettativa, confermando i numeri record dell’edizione. Il merito, secondo Palella, risiede anche nella capacità di questo format di promuovere un dialogo tra esperti del settore, arricchito da show cooking che hanno visto alternarsi chef rinomati – alcuni dei quali stellati – i quali hanno deliziato il pubblico con preparazioni dal vivo.

Il cibo di strada come strumento di rinascita, quasi centomila porzioni servite

L’appuntamento, che ha saputo valorizzare non solo le specialità calabresi ma anche i simboli della cultura enogastronomica siciliana, pugliese, campana e abruzzese, ha dimostrato come il settore dello street food possa rappresentare un volano per il turismo e l’economia locale. Se da un lato i visitatori hanno potuto degustare prelibatezze preparate sul momento nelle 48 casette presenti, dall’altro il festival ha offerto un palcoscenico per la riscoperta di tradizioni culinarie autentiche. La sfida per il futuro, come lasciano intendere i numeri di questa seconda edizione, sarà quella di consolidare questo “ponte del gusto” – citando un termine caro agli organizzatori – per fare dello Stretto un riferimento sempre più centrale per l’intera area metropolitana.

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