Festa della Liberazione da bollino rosso, poi l’anticiclone cede: martedì granello, temporali e fresco
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Redazione Interno
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Chi ha vissuto il sabato del 25 Aprile in Val Padana – magari approfittando della lunga pausa per una scampagnata – sa già di cosa si parla. Cielo terso, sole pieno, aria secca e termometri che hanno tranquillamente toccato i 27 o 28 gradi nelle ore centrali, regalando una sensazione più da inizio giugno che da coda d’aprile. L’anticiclone, fin qui, ha lavorato a perfetta regola d’arte: ha steso la sua cupola di stabilità sulla Penisola, tenendo le perturbazioni a distanza di sicurezza e isolando l’Italia dai tentativi di discesa fredda che hanno lambito l’Europa centro-orientale senza lasciare traccia.
Anche per la giornata di domenica 26, insomma, il copione meteo non cambia. L’alta pressione, quella stessa massa d’aria di origine sub-tropicale che ci ha regalato questo assaggio fuori stagione, resta saldamente ancorata sul Mediterraneo centrale e sulla regione alpina. Il risultato è l’ennesima domenica di stabilità: prevarrà il sole su gran parte del Paese, fatta eccezione per qualche innocuo annuvolamento pomeridiano sulle Alpi e per quelle nubi basse che, come spesso accade, tenderanno ad addossarsi sulla Liguria. Le temperature minime, dal canto loro, raccontano di un clima ancora sorprendentemente mite per la notte, se si esclude l’interno appenninico dove non mancano punte locali di lieve fresco.
I valori delle 16: un’estate in miniatura tra Pianura Padana e aree interne
Per rendersi conto dell’anomalia, basta guardare l’ora più calda. Attorno alle 16 di domenica, i termometri al Nord disegnano una mappa che ricorda piuttosto la prima decade di giugno: tra 26 e 28 gradi in Val Padana. Ma il caldo anomalo non si limita al Nord; le aree interne del Sud e le pianure del Lazio vedranno ugualmente punte tra 25 e 27 gradi. Sulla Sardegna e sulla Sicilia, invece, ci si attesterà su valori leggermente più contenuti (23-25 gradi), mentre a fare da contraltare sono le coste: lì, stante la presenza di mari ancora freddi dopo l’inverno, l’afa resterà un miraggio e si godrà decisamente più fresco.
Lo scenario di stabilità, a onor del vero, mostra già qualche lieve crepa già nelle ore centrali della domenica. Gli esperti segnalano infatti la possibilità di qualche sporadico acquazzone pomeridiano sulle Alpi occidentali, ma si tratta di episodi del tutto marginali che non scalfiscono il quadro generale di bel tempo. La vera svolta, quella che cambierà radicalmente volto alla settimana, è attesa per l’inizio del nuovo ciclo.
Martedì 28, lo stop repentino: l’aria fresca sferza il Nord tra temporali e grandine
È da martedì 28 aprile che il copione si capovolge. Le proiezioni indicano con chiarezza l’arrivo di una saccatura fredda in quota, capace di interrompere bruscamente la fase anticiclonica che ci ha tenuti fin qui al caldo. Non si tratterà di un semplice peggioramento, bensì di un vero e proprio scontro termico: l’aria calda preesistente – quella che ci ha fatto sudare nel weekend – verrà sollevata dall’irruzione di masse d’aria più fresche e instabili provenienti dal Nord Europa. Le conseguenze, sul campo, si tradurranno nella classica “goccia fredda” capace di generare temporali organizzati.
Le regioni che pagheranno il prezzo più alto del cambiamento saranno quelle del Nord Italia e, in particolare, i settori a nord del fiume Po. Qui tra martedì e mercoledì sono attesi rovesci di forte intensità, locali nubifragi e, attenzione, la possibilità di precipitazioni a carattere grandinigeno a causa del forte contrasto termico in gioco. Le zone alpine e prealpine, come spesso accade in queste dinamiche, rappresenteranno l’epicentro dei fenomeni, ma l’instabilità potrebbe estendersi anche alla pianura veneta e lombarda.
La colonnina crolla e l’instabilità si sposta: cosa cambia sull’Appennino
Oltre al rischio maltempo, l’altro aspetto da non sottovalutare è il drastico calo delle temperature. Se sabato e domenica si è respirata aria estiva, tra martedì e mercoledì il termometro subirà una flessione sensibile: si torna sotto media, con valori che faticheranno a superare i 18-20 gradi nelle ore diurne al Nord, regalando un clima decisamente più fresco e autunnale che primaverile. La bolla di caldo africano verrà spazzata via in poche ore.
Parallelamente, mentre il fronte perturbato insisterà sul Nord, l’instabilità comincerà a insinuarsi anche lungo la dorsale appenninica centrale. Non si esclude quindi che anche tra Toscana, Umbria e Marche i cieli si facciano via via più grigi a partire da martedì pomeriggio, con piovaschi e qualche locale temporale. Le due Isole Maggiori, invece, insieme al basso Tirreno, resteranno ai margini di questa fase di maltempo, godendo ancora di un tempo più asciutto e soleggiato grazie a una maggiore protezione garantita dall’alta pressione che arretra verso ovest.




