Bitcoin crolla insieme a Wall Street, occhi puntati sulla Fed
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Redazione Economia
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I mercati finanziari, che includono a pieno titolo quelli delle criptovalute, stanno vivendo una fase di profonda tensione, la quale si traduce in vendite pressanti e in un generale clima di incertezza. Prosegue infatti, senza dare per il momento segnali di inversione, il crollo del mercato crypto, un movimento che nella serata di ieri ha trovato un pericoloso accelerante nel tracollo subìto dagli indici di Wall Street. Il Nasdaq, per fare un esempio emblematico, ha registrato una perdita del 2,39%, chiudendo la sessione con il peggior risultato dallo scorso ottobre, mentre l'S&P500 ha ceduto un significativo 1,56%. Una performance del genere, che va ben al di là delle semplici fluttuazioni, ha inevitabilmente gettato benzina sul fuoco, alimentando i timori di un possibile cambio di ciclo e l'arrivo di un orso più feroce di quanto non si fosse previsto.
La discesa di Bitcoin e i segnali tecnici
In questo contesto tumultuoso, Bitcoin sta subendo una nuova e significativa flessione, scivolando al di sotto della soglia degli 86.000 dollari e arrivando a toccare, nelle ultime ore, un livello di circa 84.000 dollari. Ciò significa che, nel giro di un mese, la regina delle criptovalute ha perso circa il 22% del suo valore. La tendenza di breve termine, stando all'analisi tecnica, rimane saldamente negativa, con i principali indicatori direzionali – come il Macd, il Parabolic SaR e il Vortex – che si trovano in chiara e distinta posizione short. Soltanto il forte ipervenduto registrato dagli oscillatori più reattivi potrebbe, almeno temporaneamente, impedire un ulteriore cedimento, il quale avrebbe un primo target a quota 83.500 dollari e un secondo obiettivo nella zona compresa tra gli 82.000 e gli 81.750 dollari, favorendo piuttosto una fase laterale di consolidamento.
L'incertezza macroeconomica e il ruolo della Fed
Le cause di questa marcata debolezza, che colpisce senza distinzione sia gli asset tradizionali sia quelli digitali, affondano le proprie radici in un terreno di incertezza macroeconomica. Persino i risultati trimestrali di Nvidia, che pure si sono rivelati superiori alle attese, non sono bastati a placare le tensioni e a stabilizzare i listini, i quali hanno ripreso la via del ribasso dopo una fugace euforia iniziale. L'attenzione degli operatori, in realtà, è tutta concentrata sulle prossime mosse della Federal Reserve, la cui politica monetaria rappresenta il vero e proprio faro per i movimenti di capitale a livello globale. I dubbi sulla tempistica dei tagli ai tassi di interesse, che molti si aspettavano più imminenti, stanno accrescendo le paure e spingendo verso una più cauta gestione del portafoglio.
L'attesa per gli interventi dei membri del FOMC
Proprio in questa direzione, più che ai dati finanziari in sé, oggi ci sarà da attendere con particolare interesse le parole di diversi quadri della Fed, alcuni dei quali detengono anche il potere di voto all'interno del Federal Open Market Committee. L'incontro del FOMC, fissato per il prossimo 10 dicembre, è infatti l'appuntamento che deciderà le sorti dei tassi di interesse negli Stati Uniti, e ogni dichiarazione dei suoi membri viene quindi scrutata con la massima attenzione per cogliere anche il più piccolo indizio. A parlare, a stretto giro, saranno infatti Williams, seguito poi da Barr, Jefferson, Collins e Logan, i cui interventi potrebbero offrire quelle indicazioni, su tagli o mancati tagli, che il mercato sta cercando disperatamente per trovare un nuovo equilibrio.




