Protesta degli insegnanti a Palermo per i ritardi nelle immissioni in ruolo
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Redazione Interno
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Gli insegnanti idonei al concorso ordinario del 2020 per il reclutamento del personale docente hanno espresso profonda delusione e preoccupazione riguardo alla gestione delle immissioni in ruolo per l'anno scolastico 2024/25. Nonostante il contingente approvato per le assunzioni e la presenza di numerose cattedre vacanti, la maggior parte degli idonei del concorso 2020 vede sfumare l'opportunità di stabilizzazione a causa della priorità concessa esclusivamente ai vincitori del concorso PNRR 2023, ancora non concluso in molte classi di concorso.
Scorrimento delle graduatorie
Secondo il senatore Mario Pittoni della Lega, quasi metà dei docenti idonei del concorso ordinario 2020, che l'anno scorso sono entrati in graduatorie di merito valide fino al loro esaurimento, sono già stati assunti a tempo indeterminato. Tuttavia, lo scorrimento delle graduatorie è momentaneamente rallentato dall'impegno europeo del Governo precedente a favore dei vincitori dei concorsi PNRR. L'USR Sicilia ha recentemente avviato lo scorrimento delle graduatorie dell'ordinario 2020 per il prossimo anno scolastico, con la possibilità di assegnare altri 250 posti.
Difficoltà del settore scolastico
Alla vigilia dell'inizio dell'anno scolastico 2024/25, i sindacati del settore hanno denunciato le difficoltà del comparto scuola, evidenziando la presenza di 19mila cattedre vacanti e 250mila precari tra docenti e personale ATA. Secondo i dati forniti da Uil Scuola Rua, al 31 agosto saranno ancora 19mila le cattedre vacanti. Il governo ha promosso una procedura concorsuale per le immissioni in ruolo che non si è ancora conclusa, prevedendo tre step per le assunzioni: 20mila nel 2024, 20mila nel 2025 e 30mila nel 2026.
Flash mob nazionale
Il 30 agosto è previsto un flash mob nazionale dei docenti precari, che da anni vivono in una situazione di incertezza lavorativa. Da Bologna a Cagliari, molti insegnanti parteciperanno alla protesta per esprimere le loro fondate ragioni contro la gestione attuale delle immissioni in ruolo e per chiedere una soluzione definitiva al problema della precarietà nel settore scolastico.




