Test a Valencia, dove la MotoGP guarda già al 2026
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Redazione Sport
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Le prime ombre del pomeriggio si allungavano sull'asfalto del circuito Ricardo Tormo, ancora umido per le precipitazioni del venerdì, quando finalmente, intorno alle 13:30, il rombo dei motori ha interrotto un silenzio carico di attesa. L'avvio delle attività, ritardato dalle condizioni avverse del mattino, ha dato il via a una sessione di test che, sebbene meno ricca di novità radicali rispetto al passato, ha offerto un primo, significativo assaggio di ciò che il futuro riserva alla regina del motociclismo mondiale. La giornata, prolungata fino alle 17:45 per recuperare il tempo perduto, si è infatti configurata come un ponte gettato verso la stagione 2026, la quale, a sua volta, rappresenta un crocevia obbligato in vista del grande sconvolgimento regolamentare previsto per l'anno successivo.
Aprilia conferma il suo momento d'oro
A dominare la classifica dei tempi è stata, in maniera quasi plebiscitaria, la scuderia di Noale, che ha piazzato le sue due moto al comando con un distacco minimo. Raul Fernandez, stabilendo il miglior crono in 1'29"373, si è issato in vetta precedendo di appena ventisette millesimi il suo compagno di squadra Marco Bezzecchi; un risultato che, oltre a confermare il brillante momento tecnico della casa, ha dimostrato l'efficacia delle nuove soluzioni aerodinamiche testate in pista. Il tempo dello spagnolo, del resto, si è avvicinato pericolosamente al record del tracciato, dal quale lo separano soltanto cinque decimi, lasciando intendere un potenziale notevole nonostante le condizioni non ottimali.
Ducati in fase di sperimentazione, Yamaha punta sul V4
Sul fronte Ducati, l'approccio è apparso più conservativo e volto alla raccolta di dati, con i piloti ufficiali che hanno chiuso la sessione in posizioni di rincalzo. Terzo è finito Alex Marquez con la Desmosedici del team Gresini, mentre i campioni di casa Bagnaia e Bulega si sono piazzati rispettivamente in ottava e decima posizione, segno di un lavoro concentrato su sviluppi a lungo termine piuttosto che sulla ricerca del giro secco. Parallelamente, l'attenzione di molti si è concentrata sul debutto ufficiale della nuova Yamaha V4, motocicletta dalla quale la casa dei tre denti si aspetta una svolta per tornare a competere stabilmente per le posizioni di vertice.
L'esordio atteso di Razgatlioglu nel circus della MotoGP
Proprio a bordo della nuova creatura di Yamaha ha fatto il suo ingresso nel paddock dei prototipi Toprak Razgatlioglu, il campione turbo delle Superbike le cui gesta, su motociclette derivate dalla serie, sono già leggenda. Il suo primo contatto con la MotoGP, atteso e scrutato con grande curiosità, ha fornito indicazioni preziose sia per il pilota, che deve adattare il suo stile di guida a un mezzo dalle caratteristiche profondamente diverse, sia per i tecnici della casa impegnati nello sviluppo del propulsore a quattro cilindri a V. Un debutto che, seppur in un contesto di semplice collaudo, ha già acceso i riflettori su una delle storie più intriganti della prossima stagione.




