La Sampdoria sull'orlo del precipizio: tra errori societari e un destino mai così incerto
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Redazione Sport
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Mai, nella sua storia, la Sampdoria era stata così vicina alla Serie C. Terzultima a sette giornate dal termine, con un calendario che non concede sconti – a partire dalla trasferta di domenica contro lo Spezia –, la squadra blucerchiata sembra ormai priva di quell’orgoglio che, in passato, l’aveva salvata nei momenti più critici. Il pesante 0-3 subito contro il Frosinone ha reso evidenti, oltre alle carenze tecniche, l’assenza di una guida in campo e le fragilità di una società che, da tempo, naviga in un mare di incertezze.
Leonardo Semplici, nonostante le conferme ufficiali, resta con un piede fuori dalla porta. La sua panchina, già vacillante prima del match, è oggi appesa a un filo, in un clima in cui ogni sconfitta riaccende le polemiche. Il tecnico, che conta solo due vittorie in quindici partite, non è riuscito a imprimere quella svolta che la dirigenza si aspettava quando lo ha scelto per sostituire Pirlo e Sottil, entrambi esonerati nel corso di una stagione fallimentare.
A Genova, intanto, il malcontento cresce. I fischi del Ferraris dopo il k.o. con il Frosinone hanno spinto il direttore tecnico Pietro Accardi a chiedere scusa ai tifosi, ammettendo responsabilità diffuse. "Provo vergogna", ha dichiarato, senza però nascondere che, nonostante i risultati deludenti, l’atteggiamento della squadra – almeno in termini di impegno – non è sempre mancato.
Critiche durissime arrivano anche dall’esterno. Sandro Scarrone, durante Stadio Gol, non ha usato mezzi termini: "La società ha sbagliato a insistere con un allenatore non vincente". Un giudizio che riflette lo sconcerto generale per una situazione ormai fuori controllo, dove ogni decisione sembra arrivare in ritardo.




