Un soldato Usa ha scommesso sulla cattura di Maduro? L’aveva organizzata lui: oltre 400mila dollari di vincita e ora l’arresto
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Redazione Esteri
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La frontiera tecnologica dei “mercati di previsione”, che mescolano la logica della scommessa sportiva con la dinamica degli scambi azionari, si è scontrata giovedì con la dura realtà del diritto penale federale. Il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha annunciato l’arresto di Gannon Ken Van Dyke, un sergente maggiore delle forze speciali dell’esercito, accusato di aver trasformato informazioni top secret su un’operazione militare—della quale era tra i pianificatori—in un profitto illecito di oltre 400mila dollari. L’accusa, che rappresenta un caso senza precedenti per quanto riguarda l’applicazione delle norme sull’insider trading a queste nuove piattaforme, ruota attorno alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro, avvenuta il 3 gennaio scorso durante un blitz notturno a Caracas.
L’operazione “Absolute Resolve” e il conto su Polymarket
Secondo l’atto d’accusa, reso noto dalla procura del distretto meridionale di New York, Van Dyke ha avuto accesso ai dettagli riservati dell’operazione denominata “Absolute Resolve” a partire dall’8 dicembre 2025. Conscio dell’imminente azione militare—che avrebbe portato alla cattura di Maduro e di sua moglie, portati poi a New York per rispondere di accuse legate al narcotraffico—il militare avrebbe aperto un account su Polymarket il giorno di Santo Stefano dell’anno scorso. La piattaforma, celebre per permettere scommesse binarie (Sì/No) su scenari geopolitici, ospitava diversi contratti relativi al futuro del leader venezuelano. Le indagini, condotte anche grazie alla collaborazione della stessa Polymarket (che ha riferito il caso alle autorità parlando di “insider trading”), hanno ricostruito una serie di 13 scommesse piazzate dal sergente tra il 27 dicembre 2025 e la sera del 2 gennaio 2026.
Le puntate (vincenti) e il tentativo di occultamento
Van Dyke ha scommesso complessivamente circa 33mila dollari, acquistando posizioni “Sì” su domande specifiche che nessun comune cittadino avrebbe potuto prevedere con certezza: se le forze statunitensi sarebbero entrate in Venezuela entro il 31 gennaio, se Maduro sarebbe stato rimosso dal potere entro quella data e se Trump avrebbe invocato i poteri di guerra. Con la riuscita della retata del 3 gennaio—annunciata poche ore dopo dalle autorità statunitensi—tutti i contratti sono stati risolti a favore di chi aveva puntato sul “Sì”, generando una vincita complessiva di circa 409mila dollari. Quel profitto, secondo quanto ricostruito dagli inquireenti, non è però rimasto a lungo fermo sul conto della piattaforma: l’uomo ha tentato di ripulire le tracce trasferendo la maggior parte dei fondi verso un portafoglio estero di criptovalute e chiedendo poi, falsamente, la cancellazione del proprio profilo sostenendo di aver perso l’accesso all’email associata.
I rischi penali e il precedente giudiziario
Il caso apre un capitolo inedito per la giurisprudenza federale, dimostrando come i mercati predittivi non rappresentino una zona franca per chi dispone di informazioni classificate. James Barnacle, vicedirettore dell’Fbi, ha sottolineato come l’indagato abbia “tratto profitto speculando su vari esiti del Venezuela dopo aver appreso dell’operazione grazie al suo ruolo di soldato”. L’accusa, che include cinque capi d’imputazione tra cui frode telematica, furto di informazioni governative non pubbliche e transazioni monetarie illecite, espone Van Dyke—in servizio attivo dal 2008 e di stanza a Fort Bragg—a una pena potenzialmente pesante: la somma delle condanne per i reati contestati potrebbe toccare i 50 anni di reclusione, inclusi i dieci anni previsti per la violazione del Commodity Exchange Act e i venti per la frode telematica. Un caso, questo, che solleva interrogativi sulla sicurezza delle informazioni nella nuova era delle scommesse geopolitiche digitali.




