L'Inter di Chivu mostra le sue crepe nel ko con l'Udinese

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Un’Inter inaspettatamente fragile, se non addirittura spiazzata, è quella che i tifosi hanno visto uscire sconfitta da San Siro contro l’Udinese, un episodio che ha interrotto bruscamente l’euforia nata col convincente esordio. Quella che si è presentata al Meazza è parsa una squadra profondamente diversa da quella di soli sei giorni prima, come se un corto circuito avesse improvvisamente spento la sua meccanica più collaudata, lasciando spazio a incertezze defensive e a un inedito nervosismo.

La difesa, un vecchio fantasma che sembrava assopito, è tornata a farsi viva in tutta la sua fragilità. Il momento più emblematico di questa regressione si è consumato al 52’, quando su una semplice verticalizzazione avversaria, Francesco Acerbi ha tentato una marcatura da dietro su Bayo, infilando una gamba e atterrandolo con un intervento che, sebbene non sanzionato, ha rivelato un’allarmante insicurezza. Quel gesto, unito al fatto che Piotrowski sia poi riuscito a superarlo aggrappandosi alla maglia, ha dipinto il ritratto di un reparto non più solido.

A complicare ulteriormente una serata già opaca, si è inserito un episodio tecnico di quelli che accendono le polemiche: durante la revisione del Var per un presunto fallo di mano di Dumfries su un colpo di testa di Bertola, l’audio dell’arbitro Marchetti – chiamato a spiegare la decisione di assegnare il rigore all’Udinese dopo la consultazione del monitor – non è stato diffuso. Né in stadio, né in televisione. Un silenzio tecnico che ha lasciato un alone di perplessità su una chiamata già di per sé delicata.

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