Android Auto impara a conoscervi: stop alla riproduzione automatica con tre tocchi
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Scienza e Tecnologia
-
Chiunque abbia un’auto moderna, o anche solo un vecchio modello dotato di uno schermo aftermarket, conosce il rituale. Si sale in macchina, si collega lo smartphone – o forse ormai basta avvicinarlo – e puntualmente, con cadenza quasi inesorabile, parte la musica. Un brano a caso, un podcast rimasto a metà giorni prima, o peggio, quella canzone che si è ascoltata troppo spesso durante l’ultimo viaggio. Un’abitudine, quella della riproduzione automatica, che Google sembra finalmente pronta a mettere in discussione. Secondo quanto emerso da un’analisi approfondita del codice dell’app Android Auto (versione 16.6.161344), il gigante di Mountain View starebbe lavorando a una funzione che promette di restituire il controllo agli automobilisti, introducendo una notifica inedita, ancora non disponibile al pubblico, che chiederà esplicitamente all’utente se desidera disattivare per sempre l’avvio automatico della musica. Basteranno tre tocchi per dire basta a un’interruzione, a volte fastidiosa, del silenzio nell’abitacolo.
Non si tratta però dell’unica novità che sta interessando il sistema di infotainment. In queste stesse ore, molti automobilisti hanno iniziato a notare un’icona rossa familiare apparire tra i servizi di streaming: quella di YouTube. L’arrivo della piattaforma sui display delle auto, però, non risponde alle aspettative di chi sperava di guardare video durante la guida; per fortuna, vista la pericolosità di una distrazione del genere, il funzionamento è ben diverso. L’integrazione, attualmente in fase di rollout più ampio, è limitata esclusivamente alla sfera audio. Significa che dall’interfaccia di Android Auto si potranno gestire podcast, talk o quei video lunghi pensati per essere ascoltati più che guardati, il tutto senza dover armeggiare con lo smartphone. C’è però un vincolo: per usufruire di questi comandi, occorre essere abbonati a YouTube Premium (o Premium Lite), poiché solo questo piano consente la riproduzione in background con schermo spento, una condizione imprescindibile per l’uso in auto.
Un nuovo volto per la musica e il futuro dei contenuti video
La strategia di Google sembra quindi muoversi su due binari paralleli: da un lato la cura dell’esperienza sonora quotidiana, dall’altro la preparazione del terreno per funzionalità più complesse. A conferma di questo, oltre alla gestione dell’audio di YouTube, si sta assistendo a una distribuzione capillare del nuovo design del lettore multimediale. Si tratta di quell’aggiornamento dell’interfaccia, basato sul linguaggio Material 3 Expressive, che molti avevano notato in versione beta lo scorso anno e che ora sta raggiungendo un numero sempre maggiore di utenti senza che questi debbano fare nulla di particolare. La barra di avanzamento diventa ondulata, i comandi di riproduzione e quelli specifici dell’app vengono separati visivamente: un cambiamento che, se da un lato richiede un breve adattamento, dall’altro uniforma l’estetica tra smartphone e cruscotto digitale.
Se il presente è fatto di controlli audio e personalizzazioni, il futuro, guardando le tracce disseminate nel codice delle versioni più recenti, sembra puntare con decisione all’intrattenimento video a veicolo fermo. Una stringa identificata come “CradleFeature__allow_video_apps” suggerisce che Google sta attivamente sviluppando il supporto per applicazioni video complete su Android Auto. La logica, così come la sicurezza stradale, impone che queste funzionalità – pensate per guardare un film mentre si attende la ricarica di un’auto elettrica o si è parcheggiati – siano inibite durante la marcia. Parallelamente, emergono indizi sull’arrivo di Google Cast, una funzione che permetterebbe di gestire la riproduzione su dispositivi compatibili direttamente dallo schermo dell’auto, trasformando di fatto l’abitacolo in un hub multimediale sempre più sofisticato.
Verso un’interfaccia multitasking e meno ripetitiva
Un altro fronte su cui Google sta lavorando per rendere la vita a bordo meno “macchinosa” (se ci si passa il termine) è quello della gestione delle app audio in background. Fino a oggi, passare da Spotify a un podcast o a un audiolibro significava perdere la scheda di controllo dell’app precedente, costringendo l’utente a riaprirla da capo se voleva tornare indietro. Un piccolo gesto, certo, ma ripetuto decine di volte in un viaggio lungo, finisce per diventare una distrazione.
Il codice della beta v15.6.154404 ha rivelato l’intenzione di introdurre un sistema a schede multiple. In pratica, sulla dashboard principale sarà possibile scorrere orizzontalmente tra le varie schede delle app audio utilizzate, passando da un servizio all’altro con un semplice swipe, proprio come si cambia canzone. Si tratta di un’evoluzione che rende l’interfaccia più simile a quella di un sistema operativo moderno, dove il multitasking non è più un’opzione ma una necessità per chi utilizza la musica, i podcast e i contenuti parlati come colonna sonora dei propri spostamenti. Un miglioramento che, nelle intenzioni, mira a minimizzare il tempo in cui lo sguardo si stacca dalla strada.




