Come si leggono le festività di novembre in busta paga
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
La busta paga di novembre 2025, un documento che spesso riserva sorprese per i non addetti ai lavori, presenta una gestione peculiare delle due ricorrenze che caratterizzano il mese, le quali, sebbenté entrambe riconosciute dal punto di vista retributivo, seguono percorsi normativi distinti. Il primo novembre, che quest'anno coincide con un sabato, genera frequentemente interrogativi tra i dipendenti, i quali si chiedono se la natura festiva del giorno, pur cadendo al di fuori del canonico orario di lavoro per molti, comporti un diritto a una compensazione economica aggiuntiva. Parallelamente, il quattro novembre, sebbene sia stato soppresso come festività civile a livello nazionale, continua a rappresentare una voce di cui tenere conto nel calcolo della retribuzione per una fetta significativa di lavoratori dipendenti, un retaggio normativo che impone attenzione.
La festività di Ognissanti in caso di non lavoro
Per quanto riguarda il primo novembre, festa di Ognissanti, il trattamento economico di base non subisce variazioni per i lavoratori mensilizzati, i quali percepiscono la loro retribuzione ordinaria indipendentemente dal fatto che la festa cada in un giorno feriale o meno; la loro paga, infatti, è calcolata su base annua e già comprende al suo interno la copertura per le festività. La situazione si fa invece più articolata per coloro che sono retribuiti a ore o con contratti che non prevedono la mensilizzazione, per i quali il principio cardine è che la festività vada retribuita solo se rientra nel normale calendario di lavoro. Quando il giorno festivo, come accade quest'anno con il sabato, non è un giorno di lavoro previsto dal contratto individuale, non sussiste il diritto alla corresponsione di un importo extra, se non quello, eventuale, stabilito dalla contrattazione collettiva di riferimento.
Il trattamento per chi lavora di sabato primo novembre
Diverso è il caso, naturalmente, per i dipendenti che per turnazione o per accordi contrattuali sono tenuti a prestare la propria attività proprio di sabato primo novembre. A costoro, oltre alla normale retribuzione giornaliera che spetta per il semplice fatto di essere una festività, si aggiunge obbligatoriamente una maggiorazione per il lavoro svolto in un giorno di riposo. L'entità di questa maggiorazione, che può variare sensibilmente, non è fissata da una legge generale ma è demandata ai singoli contratti collettivi nazionali del lavoro (CCNL), i quali stabiliscono le percentuali da applicare alla paga oraria, contribuendo a creare un panorama differenziato tra i vari settori produttivi.
La gestione della festività soppressa del 4 novembre
Un capitolo a parte merita il quattro novembre, giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, la quale, pur essendo stata abolita come festività a tutti gli effetti, conserva una rilevanza economica per i lavoratori dipendenti del settore privato. La normativa vigente, infatti, prevede che le festività soppresse continuino a essere retribuite, venendo quindi conteggiate nel monte ore complessivo e assicurando il diritto alla percezione della paga per quel giorno, anche senza svolgere materialmente l'attività lavorativa. Questo meccanismo, che potrebbe apparire controintuitivo, impone ai datori di lavoro e ai loro consulenti una scrupolosa verifica durante la compilazione del libro unico del periodo di paga, onde evitare errori di calcolo che potrebbero ledere i diritti del personale.




