La discordia tra Etiopia ed Egitto, che passa da una diga

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ECONOMIA Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Economia Redazione Economia   -   La tensione diplomatica tra Etiopia ed Egitto, un'annosa questione che affonda le proprie radici nel controllo delle risorse idriche, ha raggiunto un nuovo apice in seguito all'inaugurazione, da parte del governo di Addis Abeba, della più grande diga idroelettrica del continente africano. Un'opera faraonica, la Grande Diga del Rinascimento Etiope (Gerd), che – se da un lato rappresenta un fondamentale volano per lo sviluppo economico e l'elettrificazione della regione – dall'altro è vista dal Cairo come una minaccia concreta alla propria sicurezza idrica e alla stabilità di un'intera nazione, la cui sopravvivenza dipende storicamente dalle acque del Nilo.

Il petrolio non muore, anzi: l'Agenzia per l'energia rivede le sue stime

Contrariamente alle previsioni che da anni dipingevano un prossimo declino, il picco della domanda globale di petrolio slitta ben oltre l'orizzonte del 2030. È quanto emerge, in maniera piuttosto sorprendente, da una bozza del rapporto annuale dell'Agenzia internazionale per l'energia (Iea), la quale, rimangiandosi in parte le precedenti proiezioni, prevede ora che il consumo di greggio e gas naturale sia destinato a crescere ancora per diversi decenni. Una correzione di rotta dettata da una complessa serie di fattori geopolitici e economici, che costringe a rivedere molti degli assunti sulla transizione energetica globale e sui suoi tempi di realizzazione.

«La sanità non va politicizzata», ma il ministro Schillaci cede alle pressioni

«La sanità non va politicizzata»: è questa la dichiarazione del ministro della Salute, Orazio Schillaci, che suona come una beffa dopo la decisione di azzerare il Comitato nazionale per la transizione ecologica (Nitag), cedendo al pressing dei partiti all'opposizione. Una mossa che appare in netto contrasto non solo con quanto affermato pubblicamente dallo stesso ministro, ma anche con il programma dell'esecutivo di cui egli stesso fa parte, sollevando non poche perplessità sulla coerenza e l'indipendenza delle scelte di governo in un settore delicatissimo come quello della salute pubblica.

Le idee per cui hanno ucciso Charlie Kirk

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.