Südtirol, dopo la salvezza sofferta arriva la rivoluzione: addio al ds Bravo, a breve Castori e Odogwu

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La salvezza conquistata con il fiato sospeso al playout contro il Bari – quella che sa più di liberazione che di traguardo – ha lasciato inevitabilmente il segno nell’ambiente del Südtirol. E ora, come spesso accade dopo una stagione vissuta sul filo del rasoio, arriva la scossa: il club altoatesino ha avviato una profonda opera di rinnovamento, che parte dall’addio del direttore sportivo Paolo Bravo per estendersi, con ogni probabilità, anche alla panchina di Fabrizio Castori e ad alcuni dei volti simbolo dello spogliatoio.

La notizia, nell’aria già da qualche settimana, è diventata ufficialità nella giornata di oggi: le strade della società biancorossa e del suo ormai ex ds si dividono dopo otto anni, un’intera era contraddistinta da risultati eccellenti se si considera la portata delle risorse a disposizione.

La nota ufficiale diffusa dal club parla di una risoluzione consensuale, raggiunta "di comune accordo" tra le parti che "hanno maturato la convinzione che fosse giunto il momento, per entrambe, di accogliere nuovi stimoli e di intraprendere nuovi percorsi".

Un linguaggio istituzionale, certo, ma che non nasconde la sostanza: Bravo, arrivato a Bolzano nella primavera del 2018 per sostituire Aladino Valoti, lascia un’eredità pesantissima. Il dirigente bresciano, di fatto, ha plasmato il Südtirol moderno: è stato l’artefice della storica promozione in Serie B nel 2022 – quella che portò i biancorossi in cadetteria per la prima volta – e ha poi costruito le squadre che hanno difeso la categoria per quattro stagioni consecutive.

Un’impresa, quest’ultima, che sa quasi di miracolo se si pensa ai budget ridotti e alla concorrenza spietata del campionato cadetto. Il presidente Gerhard Comper, nel salutarlo, ha voluto sottolineare "la massima riconoscenza e stima" per otto anni "ricchi di successi", una dichiarazione che suona come un tributo doveroso a un uomo che ha ottimizzato ogni singola risorsa.

Il dopo Bravo: la caccia al nuovo direttore sportivo e i nomi per il futuro

Con la partenza ormai ufficializzata di Paolo Bravo, la dirigenza altoatesina si è già messa al lavoro per individuare il suo successore. E non sarà un compito semplice, quello di rimpiazzare un dirigente che ha saputo coniugare competenza tecnica e una gestione oculata della società. Tra i profili che circolano in queste ore – e che rappresentano le piste più calde – spiccano i nomi di Christian Botturi, ex Mantova, e di altri professionisti del calibro di Rinaudo e Lovisa, anche se quest’ultimo sarebbe finito nel mirino anche di club di Serie A come il Lecce.

La sensazione, però, è che la società voglia imprimere una svolta netta: non una semplice sostituzione, ma l’inizio di un nuovo ciclo, probabilmente affidato a un dirigente più giovane o comunque con un profilo diverso da quello del ds uscente.

E proprio il cambio al vertice dell’area tecnica potrebbe innescare un effetto domino sulla panchina. Fabrizio Castori, che proprio con Bravo aveva trovato un’intesa quasi perfetta nelle ultime due stagioni – basti pensare alla salvezza strappata ai playout – sembra infatti destinato a seguire il ds fuori dalla porta. Nonostante abbia ancora un anno di contratto, la sensazione è che la società abbia deciso di voltare pagina anche sulla guida tecnica.

Del resto, la stagione appena conclusa è stata particolarmente tribolata: la squadra ha faticato per larghi tratti, necessitando degli spareggi per non retrocedere. Se l’esonero non è arrivato prima, è stato proprio per aspettare l’esito dei playout; e ora, ottenuta la salvezza, il terreno è pronto per una separazione consensuale.

In attesa di comunicazioni ufficiali – che potrebbero arrivare a brevissimo – non è ancora chiaro chi siederà sulla panchina biancorossa nella prossima stagione, anche se qualche nome comincia a circolare, come quello di Davide Possanzini, legato proprio all’arrivo di Botturi in società.

Odogwu verso l’addio: il bomber di razza potrebbe restare in zona

Ma la rivoluzione del Südtirol non si ferma alla dirigenza o alla panchina. Un’altra colonna portante dello spogliatoio, l’attaccante Raphael Odogwu, sarebbe a sua volta sul piede di partenza. Il classe ’91, arrivato a Bolzano nel settembre del 2020, è diventato in questi anni una bandiera per i tifosi altoatesini grazie alla sua potenza fisica e ai gol pesanti messi a segno. Tuttavia, dopo la salvezza sofferta, il matrimonio tra il club e il centravanti sembra destinato a concludersi.

Secondo le voci che filtrano dal mondo del calcio mercato, l’interesse per Odogwu sarebbe molto concreto: l’ipotesi più accreditata vede il bomber veronese accasarsi al Trento, club militante in Serie C che dista geograficamente pochi chilometri da Bolzano. Un trasferimento che, se dovesse concretizzarsi, rappresenterebbe un cambio di passo significativo per le ambizioni dei trentini e, allo stesso tempo, la perdita di un elemento di esperienza e di peso specifico per il Südtirol.

La società, dopo aver salutato il ds e presto probabilmente l’allenatore, sembra quindi pronta a fare a meno anche di uno dei suoi senatori, dando il via a un vero e proprio ricambio generazionale e tecnico.

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