La relatrice Onu accusa Israele di genocidio, Trump attacca Albanese e Meloni tace

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani nei Territori palestinesi occupati, ha definito quello in corso a Gaza "uno dei genocidi più crudeli della storia moderna", sollecitando la comunità internazionale a imporre un embargo sulle armi e a sospendere ogni rapporto economico con Israele. Le sue dichiarazioni, riportate dall’agenzia Anadolu, arrivano mentre il conflitto prosegue senza tregua, con migliaia di vittime civili e un’offensiva militare che, secondo Albanese, ha trasformato la Striscia in un "banco di prova" per nuove strategie belliche.

Intanto, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha preso di mira la stessa Albanese, cittadina italiana, chiedendone la rimozione dall’incarico. Una mossa che rientra in una più ampia strategia di repressione delle voci critiche verso la politica israeliana, mentre il governo Meloni – tradizionalmente allineato con Washington – mantiene un silenzio imbarazzato. Il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra hanno denunciato l’inerzia di Palazzo Chigi, interpretata come un’acquiescenza alle pressioni statunitensi.

Albanese, già abituata alle minacce, ha visto crescere le intimidazioni dopo la pubblicazione del suo ultimo rapporto, intitolato "Dall’economia dell’occupazione all’economia del genocidio", in cui analizza i legami tra interessi economici globali e perpetuazione del conflitto. "Quella che viene presentata come una guerra per la sicurezza di Israele è in realtà un business", ha spiegato, sottolineando come aziende, governi e istituzioni finanziarie traggano profitto dalla continuità delle ostilità.

A confermare questa tesi è anche Iain Chambers, sociologo ed esperto di studi postcoloniali, intervenuto su Radio Onda d’Urto per denunciare la "normalizzazione del genocidio" attraverso una rete di complicità che coinvolge non solo l’Occidente, ma anche il settore privato. "Quello che accade a Gaza non è un’eccezione, ma il risultato di un sistema che lucra sulla sofferenza", ha affermato Chambers, evidenziando come la retorica della "guerra necessaria" nasconda in realtà calcoli geopolitici e opportunismi economici.

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