I nuovi eroi del piccolo schermo: dietro le quinte di Tali e Quali tra voci liriche e imitazioni

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La quinta edizione di "Tali e Quali", spin-off del celebre "Tale e Quale Show", prosegue il suo cammino confermando un format collaudato, nel quale personaggi noti per la loro istrioneria – ma non per essere cantanti di mestiere – si cimentano in impegnative performance di imitazione. Un cambio, tuttavia, segna questa nuova stagione: alla conduzione, Nicola Savino ha preso il posto di Carlo Conti, il quale, non senza una certa eleganza, ha ricoperto il ruolo di giudice speciale nella prima delle quattro puntate in programma. Proprio nella serata del 16 gennaio, affiancando i giudici fissi Alessia Marcuzzi, Cristiano Malgioglio e Massimo Lopez, è apparso in veste di giudice ospite anche Francesco Totti, la cui valutazione – un secco 4 – ha confermato quanto la televisione non sia propriamente il suo campo, a differenza di quello calcistico dove ha regnato sovrano. Al contrario, la giuria ha mostrato apprezzamento per l’acidità quasi perfida di Malgioglio, che si è aggiudicato un 6, e per l’energia scatenata di Lopez, premiato con un 8.

L'esperienza totalizzante del palcoscenico Rai

Partecipare a una produzione di tale portata, come testimonia l’esperienza di alcuni concorrenti, rappresenta un impegno a tutto tondo, che va ben oltre la semplice esibizione in video. Alcuni di loro, provenienti da percorsi artistici già delineati nel mondo del live, hanno trovato nel programma un banco di prova di straordinaria complessità. “È stato un lavoro enorme”, ha raccontato una delle partecipanti, sottolineando la collaborazione con un team strutturato in ogni suo reparto: dalla redazione agli insegnanti di canto e recitazione, passando per costumisti, truccatori, registi e naturalmente il di ballo. Un meccanismo perfetto, insomma, che richiede dedizione assoluta e che trasforma l’imitazione in un meticoloso lavoro di squadra.

Il trionfo della lirica: Irene Petitto e l'ombra della Callas

Proprio in questa cornice si è distinta, nella puntata del 16 gennaio, la figura di Irene Petitto, cantante e soprano di formazione lirica che ha scelto di confrontarsi con un mito assoluto della musica: Maria Callas. La sua interpretazione dell’aria “Casta Diva”, tratta dalla “Norma” di Vincenzo Bellini, non solo è stata giudicata di altissimo livello dalla giuria e dal pubblico a casa, ma le ha garantito la vittoria della serata e l’accesso diretto alla finalissima del programma. La Petitto, artista poliedrica originaria della zona tra Ravenna e Cesena, ha così portato la sua solida preparazione accademica – maturata in Conservatorio – e la sua esperienza in generi eterodossi come il metal e il rock, dentro il salotto di Rai Uno, conquistandolo con la potenza di una voce che non ha chiesto permesso per farsi strada.

La sfida dell'imitazione: dall'omaggio ad Annalisa al mestiere della tv

Accanto a performance così tecnicamente impegnative, il programma continua a ospitare anche omaggi a icone della musica contemporanea, come quello reso dalla cantante rodigina Artika, la quale, venerdì scorso, ha interpretato “Mon amour” di Annalisa con un’aderenza all’originale che ha coinvolto tanto il cuore quanto l’aspetto. Esperienze diverse, dunque, che dimostrano come “Tali e Quali” riesca a fondere in un unico contenitore professionalità trasversali, dalla lirica al pop, mettendo alla prova non solo le corde vocali dei partecipanti, ma anche la loro capacità di calarsi in un personaggio. Un lavoro che, al di là dei voti in pagella – siano essi lusinghieri o meno –, svela la complessa macchina che si nasconde dietro l’apparente leggerezza del gioco televisivo.

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