Messi, lacrime e futuro incerto dopo la finale Mondiale persa: l'addio alla Nazionale può attendere
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Redazione Sport
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Il sogno di bissare il trionfo di Qatar 2022 si è infranto al MetLife Stadium di East Rutherford, dove la Spagna ha vinto il mondiale per 1-0, grazie al gol di Ferran Torres ai tempi supplementari. Per Lionel Messi, 39 anni, la delusione è stata immensa. Al fischio finale, il numero 10 dell'Albiceleste è rimasto a lungo seduto sul prato, lo sguardo perso nel vuoto, prima di alzarsi per un abbraccio carico di significato con Lamine Yamal, la giovane stella spagnola che ha preso idealmente il suo testimone.
Sul palco della premiazione, dopo aver ricevuto la medaglia d'argento dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il fuoriclasse dell'Inter Miami si è lasciato andare a un pianto che ha fatto il giro del mondo, commuovendo i tifosi argentini presenti sugli spalti che lo hanno acclamato a gran voce.
L'addio alla Nazionale tra dubbi e speranze
La domanda che aleggia dopo questa finale è ormai un tormentone: era l'ultima partita di Messi con l'Argentina? Il capitano non ha ancora reso ufficiale la sua decisione, come d'altronde ha fatto in passato. Nella notte amara di New York, però, il silenzio del campione è stato interrotto solo da un messaggio sui social, in cui ha scritto: «Il dolore è immenso e ci vorrà tempo per rimarginare questa ferita», parole che non hanno sciolto i dubbi sul suo futuro. La stampa argentina, pur celebrando il suo immenso contributo, sa che il tempo stringe.
Il quotidiano "Olé" ha sottolineato come i tifosi lo stiano "implorando" di non lasciare la Selección, nella speranza di rivederlo almeno fino alla Copa América del 2028. Messi stesso, in passato, aveva dichiarato di voler prendere le sue decisioni di anno in anno, valutando le condizioni fisiche, un mantra che lascia la porta aperta a qualsiasi scenario.
L'abbraccio con Yamal e il passaggio di consegne
Uno dei momenti più toccanti della serata è stato l'incontro tra Messi e Lamine Yamal. Il 19enne spagnolo, che da bambino era stato fotografato in un bagnetto con il suo idolo, si è avvicinato al 39enne argentino per consolarlo dopo la sconfitta. Un abbraccio che è apparso come un naturale passaggio di consegne tra due generazioni. A fine partita, Messi ha rivelato le parole del giovane avversario: «Mi ha detto di non piangere, è una persona molto buona».
Questo gesto di sportività ha idealmente chiuso un cerchio, mentre per Messi si apre un capitolo di riflessione su cosa sarà la sua vita dopo un mondiale giocato da protagonista assoluto, segnato da 8 reti e giocate da campione.
La delusione per una finale senza gioco
L'analisi della partita, però, racconta anche di un'Argentina spenta e poco incisiva, incapace di reagire alla superiorità tecnica e tattica della Spagna, che ha dominato il gioco. Per Messi, quella di domenica è stata una finale difficile, in cui ha toccato pochi palloni e non è mai riuscito a essere il trascinatore di altre notti magiche.
La sconfitta ha riportato alla mente il ricordo della finale del 2014 persa contro la Germania e le lacrime versate sempre sullo stesso palcoscenico, nel 2016, quando dopo un'altra sconfitta annunciò il suo primo addio alla Nazionale. La delusione è stata ancora più cocente perché l'Argentina, dopo anni di successi, non è riuscita a confermarsi campione del mondo, perdendo la sua prima finale da quando il ciclo vincente di Scaloni ha preso il via con la Copa América del 2021.




