Incendio al padiglione 16 del Sacco di Milano, evacuati pazienti e personale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un principio d’incendio, sviluppatosi nella tarda mattinata di giovedì nel cuore dell’ospedale Sacco di Milano, ha costretto all’evacuazione immediata di un intero padiglione, riportando, seppur temporaneamente, il caos in una struttura sanitaria già sottoposta a ritmi di lavoro intensi. Le fiamme, divampate attorno alle dieci nell’archivio della diagnostica per immagini del padiglione 16, hanno rapidamente prodotto una notevole quantità di fumo, il quale, infiltrandosi nei locali adiacenti, ha raggiunto anche le aree dove in quel momento si stavano svolgendo regolarmente attività ambulatoriali e di visita. L’allarme, per fortuna prontamente attivato, ha permesso di mettere in sicurezza tutti i presenti, pazienti e operatori sanitari, i quali sono stati fatti defluire secondo le procedure di emergenza, mentre le sirene dei vigili del fuoco giungevano già nel cortile dell’ospedale.

L'intervento dei soccorsi e lo spegnimento

I pompieri, giunti sul posto con diverse squadre e automezzi, hanno potuto constatare come l’incendio, benché localizzato, richiedesse un intervento rapido per impedirne l’estensione verso altri reparti. Operando con professionalità in un ambiente complesso, dove la presenza di materiale cartaceo nell’archivio e di dispositivi elettromedicali nelle sale vicine costituiva un potenziale elemento di rischio, sono riusciti a domare le fiamme in un lasso di tempo relativamente breve, evitando così che il danno assumesse proporzioni più gravi. La loro azione, coordinata con quella del personale della sicurezza interna della struttura, è stata fondamentale per circoscrivere l’evento e garantire che nessuno, tra coloro che erano nell’edificio, riportasse conseguenze fisiche, come intossicazioni da fumo o ferite legate alla precipitosa evacuazione.

Le operazioni di bonifica e verifica

Spente le ultime braci, le squadre dei vigili del fuoco hanno quindi avviato le indispensabili operazioni di bonifica e di ventilazione forzata dei locali, per eliminare i residui di fumo e i gas di combustione che potevano rendere l’aria insalubre. Contemporaneamente, sono state condotte le prime verifiche tecniche per accertare l’integrità strutturale delle parti coinvolte e per iniziare a individuare le possibili cause che hanno innescato il rogo, un’indagine, quest’ultima, che richiederà del tempo e che sarà condotta con la massima accuratezza. L’archivio della diagnostica, che conservava referti e documentazione clinica, ha subito danni ingenti, sebbene la perdita definitiva del materiale cartaceo potrà essere quantificata solo dopo un esame più approfondito.

La riorganizzazione delle attività sanitarie

L’impatto immediato dell’incidente, al di là del danno materiale, si è tradotto nella necessità di riorganizzare in tempi strettissimi l’attività sanitaria del padiglione, poiché gli ambulatori e le sale visita interessate dal fumo sono rimaste temporaneamente inagibili. L’amministrazione ospedaliera ha dunque dovuto predisporre lo spostamento degli appuntamenti dei pazienti in altre ali della struttura o in giorni successivi, un compito non semplice che ha messo alla prova la capacità di risposta della macchina organizzativa. La priorità, in queste ore, è quella di ripristinare la piena operatività di un reparto cruciale per la diagnostica, assicurando al contempo che tutti gli standard di sicurezza, messi a dura prova dall’evento, siano ricontrollati e riportati ai massimi livelli.

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