Borse europee in attesa di Jackson Hole, Milano tiene il segno positivo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le Borse del Vecchio Continente, in una seduta caratterizzata da volumi contenuti e scambi prudenti, hanno avviato la giornata del 21 agosto in modalità d’attesa, rispecchiando un sentiment d’incertezza che gli investitori, i quali stanno valutando con cautela le molteplici variabili in campo, riservano al simposio di Jackson Hole. L’evento, organizzato dalla Federal Reserve e considerato una pietra miliare per il calendario finanziario globale, è atteso con particolare interesse poiché potrebbe offrire, attraverso gli interventi dei banchieri centrali, indicazioni cruciali sulla futura traiettoria dei tassi d’interesse e sulla lettura dell’economia mondiale, ancora gravata da tensioni geopolitiche e dalla minaccia di dazi commerciali.

In questo clima di generale sospensione, gli indici principali hanno registrato oscillazioni di entità modesta, galleggiando per gran parte della mattinata in prossimità della parità. Piazza Affari, seppur in controtendenza rispetto ad alcune piazze, ha mantenuto un tono positivo, con il Ftse Mib che, dopo aver toccato un minimo intorno alle 42.858 punti, è riuscito a riconquistare la quota 43.000, posizionandosi infine su un +0,36% a 43.018 punti nelle prime ore di contrattazioni. Qualcuno, osservando i dati, ha notato come la performance italiana sia stata trainata in particolare da alcuni titoli del settore aerospaziale e della difesa.

A spiccare tra i valori, infatti, è stata Leonardo, il cui titolo ha beneficiato di un upgrade da parte di JP Morgan e ha chiuso in forte rialzo, un movimento che alcuni analisti legano anche al perdurare delle ostilità in Ucraina, dopo le recenti offensive, e alle dichiarazioni del ministro degli esteri russo Serghei Lavrov, che hanno frenato le speculazioni su un negoziato di pace imminente. Alla performance del listino milanese hanno contribuito anche i progressi dell’indice PMI composito dell’Eurozona, salito a un massimo di quindici mesi, suggerendo una ripresa, seppur timida, dell’attività economica privata.

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