Gelsinger lascia Intel, crisi e ristrutturazione
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Redazione Economia
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Pat Gelsinger, amministratore delegato di Intel, ha rassegnato le dimissioni dopo essere stato sfiduciato dal consiglio di amministrazione. La decisione è stata presa a causa dei mancati risultati del piano di ristrutturazione che Gelsinger aveva avviato. Intel, un tempo leader mondiale nel settore dei microchip, sta attraversando una fase di declino, aggravata dalla concorrenza delle aziende taiwanesi e coreane.
Ad agosto 2024, l'azienda ha annunciato un drastico piano di riduzione dei costi, che prevede il licenziamento di 18.000 dipendenti e l'obiettivo di tagliare le spese operative e di capitale di oltre il 20%, per un totale stimato di 25 miliardi di dollari. Questo piano, tuttavia, non è stato sufficiente a risollevare le sorti dell'azienda, portando alla decisione di Gelsinger di lasciare il suo incarico.
David Zinsner e Michelle Johnston Holthaus sono stati nominati co-amministratori delegati ad interim, mentre Frank Yeary è stato nominato presidente esecutivo ad interim. Yeary ha dichiarato che l'obiettivo principale sarà quello di semplificare e rafforzare il portafoglio prodotti di Intel, avanzando al contempo nelle capacità di produzione e fonderia, ottimizzando le spese operative e di capitale.
La crisi di Intel è stata accentuata dalla forte competizione delle aziende asiatiche, che hanno saputo innovare e crescere rapidamente, mettendo in difficoltà il gigante americano dei semiconduttori




