Riallineamento delle accise, Fiamme gialle in campo contro le speculazioni
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Redazione Economia
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L’entrata in vigore del decreto interministeriale del 14 maggio, pubblicato in Gazzetta Ufficiale a tarda sera e operativo già dal giorno successivo, ha ridisegnato il panorama delle accise sui carburanti. La misura, definita come "riallineamento", prevede un taglio di 1,50 centesimi al litro per la benzina e un pari aumento per il gasolio destinato ad autotrazione. Un intervento che, nelle intenzioni del legislatore, avrebbe dovuto mantenere invariato il bilancio complessivo, ma che sta invece generando effetti distorti sul mercato.
Mentre i prezzi del diesel hanno registrato l’atteso incremento, quelli della benzina non sono scesi nella misura prevista, come segnalato dall’Unione Nazionale Consumatori. "Doveva essere una partita di giro", ha sottolineato il presidente Massimiliano Dona, evidenziando come, a conti fatti, i consumatori non stiano beneficiando del previsto alleggerimento. Una dinamica che ha spinto la Guardia di finanza a mobilitarsi per contrastare possibili speculazioni.
Con oltre 660 reparti operativi coinvolti e il supporto delle unità specializzate, le Fiamme gialle hanno avviato un piano nazionale di verifiche, mirato a garantire il rispetto delle nuove disposizioni. Negli ultimi due anni, del resto, gli illeciti contestati nel settore dei carburanti hanno superato quota 10.000, un dato che spiega l’attenzione delle autorità verso un mercato storicamente esposto a irregolarità.
A sollevare critiche è anche AssoCostieri, l’associazione che rappresenta la logistica energetica, secondo cui la modifica delle accise, introdotta senza preavviso, ha creato "gravi disagi operativi". La repentina entrata in vigore del provvedimento, pubblicato dopo le 21:30 e applicato già dalla mattinata seguente, ha lasciato poco spazio agli operatori per adeguarsi, complicando un settore già sotto pressione.




