Due anni senza Silvio Berlusconi, il ricordo che non si spegne
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Redazione Interno
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A due anni dalla scomparsa di Silvio Berlusconi, avvenuta il 12 giugno 2023, il vuoto lasciato dal leader di Forza Italia permane tangibile, non solo nella politica ma anche nell’immaginario collettivo di chi lo ha visto dominare la scena pubblica per decenni. "Un leader unico e irripetibile", lo definiscono oggi le donne di Azzurro Donna Forza Italia Basilicata, che ne celebrano l’eredità "visionaria" e la capacità di aver plasmato un’intera epoca.
La sua assenza, però, non è solo una questione di nostalgia. C’è chi, come la coordinatrice nazionale del movimento, ammette che "elaborare il lutto è ancora difficile". Del resto, basta accendere la televisione – magari su un canale Mediaset, da lui fondato – per ritrovare tracce del suo stile: dai talk show urlati alle prime serate costruite su un’estetica che, volente o nolente, porta ancora la sua firma. Persino il calcio, con quel mix di talento e spettacolo che lo caratterizzava negli anni del Milan, evoca inevitabilmente la sua figura.
Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, lo ha ricordato come "un imprenditore visionario e un leader che ha creduto in un centrodestra unito", aggiungendo che "la sua eredità vive nelle battaglie di libertà che portiamo avanti". Parole che trovano eco in quelle del presidente del Senato, Ignazio La Russa, per il quale Berlusconi è stato "un protagonista assoluto della storia italiana".
Ma è forse Marina Berlusconi, attraverso le pagine del Giornale, a offrire la chiave più intima del ricordo. Pochi giorni prima della morte, suo padre aveva scritto alcuni appunti su Forza Italia, quasi un testamento politico. "Se nel mondo ci fosse un po’ più di lui, si starebbe meglio", ha commentato la figlia, sottolineando come quegli ultimi pensieri fossero ancora rivolti al partito che aveva creato.
Intanto, a Potenza, un altro lutto ha scosso la politica locale: la scomparsa dell’assessore Torlo, ricordato in queste ore dagli esponenti di Forza Italia lucani. Un evento che, seppur distante dalla grandezza mediatica di Berlusconi, riporta alla mente quanto la politica, in fondo, sia fatta anche di persone e delle tracce che lasciano.




