Hera, nel primo trimestre utile a 154 milioni nonostante il calo dei ricavi
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Redazione Economia
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Il gruppo Hera, multiservizi quotato su Euronext Milan e attivo nei segmenti ambientali, idrici ed energetici, ha archiviato il primo trimestre del 2026 con un utile netto di pertinenza degli azionisti pari a 154,6 milioni di euro, in leggera crescita dello 0,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un risultato, questo, che emerge dalla relazione trimestrale consolidata al 31 marzo approvata dal consiglio di amministrazione – presieduto dal presidente esecutivo Cristian Fabbri – e che arriva nonostante un contesto macroeconomico globale ancora complesso, segnato da ulteriori tensioni geopolitiche iniziate a febbraio dello stesso anno e dal perdurare di una volatilità non indifferente sui mercati energetici.
Ricavi in calo del 18,6%, effetto commodity e volumi
I ricavi del trimestre si sono attestati a 3,517 miliardi di euro, registrando una flessione del 18,6% rispetto ai 4,321 miliardi del primo trimestre 2025. La contrazione, spiega una nota della società, è da attribuire principalmente a tre fattori concorrenti: da un lato i minori prezzi medi delle commodity energetiche nel periodo – nonostante un rialzo congiunturale a marzo – dall’altro i minori volumi di gas ed energia elettrica venduti ai clienti finali, effetto quest’ultimo riconducibile prevalentemente all’uscita dai mercati di ultima istanza e da Consip; senza dimenticare, infine, il contributo negativo dei minori ricavi legati all’attività di intermediazione, sia nel business del gas che in quello dell’energia elettrica.
Margine operativo lordo stabile a 419 milioni
A fronte di un fatturato in calo, il margine operativo lordo (mol) si è mantenuto sostanzialmente stabile a 419 milioni di euro. Una tenuta, quella dell’indicatore, che testimonia la capacità del gruppo di preservare la redditività operativa nonostante la riduzione dei prezzi delle materie prime e dei volumi commercializzati. Nella stessa direzione vanno letti gli investimenti operativi lordi, cresciuti di oltre il 24% rispetto al primo trimestre dell’anno precedente, a riprova di una strategia aziendale orientata al consolidamento infrastrutturale e all’efficienza degli asset.
Il quadro macro e la risposta del gruppo
I positivi risultati conseguiti dal gruppo Hera nei primi tre mesi del 2026 si inseriscono, come detto, in uno scenario internazionale tutt’altro che lineare: le tensioni geopolitiche emerse a febbraio hanno infatti accentuato l’incertezza sui prezzi dell’energia, mentre la volatilità dei mercati ha reso più complessa la pianificazione delle attività di trading e intermediazione. In questo contesto, l’utile netto in marginale aumento e la sostanziale invarianza del margine operativo lordo rappresentano due indicatori significativi – ne va dato atto alla gestione – della capacità di assorbire gli shock esterni senza trasferire interamente le oscillazioni sui conti. La relazione trimestrale, approvata dal cda, non fornisce indicazioni sugli sviluppi futuri, limitandosi a fotografare una fotografia di periodo dove la flessione dei ricavi, per quanto marcata, non ha intaccato la redditività di base del gruppo multiservizi.




