Palermo, il sedicenne si costituisce dopo l’omicidio: “L’ho ucciso perché mi faceva avances”

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non ha aspettato che fossero gli altri a cercarlo. Il ragazzo di sedici anni, invece, è andato di persona alla questura di Palermo, visibilmente sotto choc, e ha chiesto di parlare con gli agenti. La sua confessione – resa intorno alla mezzanotte di ieri – è stata chiara fin da subito: ha ucciso lui l’uomo di cinquantuno anni (anche se alcune fonti parlano di un sessantanovenne, e spetterà ai rilievi fugare ogni dubbio sull’identità) trovato senza vita nell’abitazione di via Buonpensiero, al Villaggio Santa Rosalia. Il giovane ha raccontato di averlo colpito alla testa con un oggetto contundente, un gesto che – secondo la sua versione – sarebbe stato commesso per difendersi da quelle che ha definito come “avances” sessuali ricevute dalla vittima.

La ricostruzione dell’aggressione e l’arma del delitto

Stando a quanto riferito dagli investigatori della Squadra mobile, che coordinano le indagini con la Procura per i minorenni, l’omicidio sarebbe maturato all’interno dell’appartamento dell’uomo. Il ragazzo ha spiegato di aver afferrato l’oggetto pesante (un contundente che i poliziotti hanno successivamente repertato) proprio tra le mura domestiche della vittima, presumibilmente durante un litigio. Dopo aver sferrato il colpo, il sedicenne si è allontanato, ma non per darsi alla fuga: circa un’ora più tardi varcava la soglia della questura. I poliziotti, una volta ricevuta la denuncia, si sono precipitati sul luogo del delitto e hanno rinvenuto il corpo esanime dell’uomo, che presentava un grave trauma cranico. Gli accertamenti della scientifica sono ancora in corso per stabilire l’esatta dinamica dei fatti e la natura precisa dell’oggetto utilizzato.

La versione del movente: le presunte molestie e i precedenti

Il movente, al momento, si basa esclusivamente sulle dichiarazioni del minorenne. Lui sostiene che la vittima – che sarebbe anche un suo vicino di casa – avrebbe tentato un approccio sessuale nei suoi confronti, una circostanza che lo avrebbe spinto a reagire violentemente per porre fine a quelle che percepiva come molestie. Il ragazzo ha accennato a un comportamento che l’uomo avrebbe ripetuto nel tempo, sebbene i particolari di questi presunti precedenti siano ancora al vaglio degli inquirenti. Gli agenti stanno cercando di verificare la veridicità del racconto, analizzando i telefoni e cercando testimoni che possano confermare o meno l’esistenza di un rapporto conflittuale o ambiguo tra i due. La Procura per i minorenni, vista la giovane età dell’autore della confessione, ha subito avviato le procedure per l’interrogatorio di garanzia, mantenendo massima riservatezza sullo stato d’animo del ragazzo, ancora profondamente scosso.

Gli sviluppi giudiziari e le indagini sul campo

La scoperta del cadavere, avvenuta nella notte tra venerdì e sabato, ha mobilitato diverse pattuglie della polizia. Gli investigatori non hanno ancora sciolto il nodo sull’età anagrafica della vittima, circostanza su cui le prime informazioni di cronaca risultavano contrastanti; sarà necessario attendere il referto ufficiale e l’identificazione formale per fugare le discrepanze emerse. Nel frattempo, la Squadra mobile sta ascoltando i residenti della zona di via Buonpensiero, un quartiere periferico della città dove il Villaggio Santa Rosalia rappresenta un contesto abitativo complesso. L’attenzione è focalizzata sulla ricostruzione delle ore precedenti l’omicidio: chi abbia visto i due insieme l’ultima volta e se vi sia stata una telefonata o un messaggio a scatenare l’incontro fatale. Il sedicenne, assistito d’ufficio da un legale, rimane a disposizione degli inquirenti mentre gli investigatori procedono con i sopralluoghi tecnici per raccogliere impronte e tracce biologiche. L’accusa, al momento, è di omicidio, ma le attenuanti legate alla provocazione o alla difesa personale saranno valutate solo dopo che la procura avrà acquisito tutti gli elementi necessari a fare chiarezza su quanto accaduto.

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