Zelensky e l'augurio di Natale, mentre i bombardieri russi volano sul Mare di Barents

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nel suo messaggio di Natale, il presidente ucraino ha formulato un auspicio diretto, seppur di una durezza estrema, verso il presidente russo Vladimir Putin, in un momento in cui le parole sembrano scivolare via sulla superficie di un conflitto che, di fatto, prosegue senza soste. "Tutti vogliono la pace", ha invece osservato il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, nel suo intervento televisivo dopo la messa del Papa, richiamando le encicliche di Francesco e il tema del disarmo come primo, necessario passo. Un appello che, mentre risuona nei canali ufficiali, si scontra con la cronaca di una guerra che continua a registrare episodi violenti anche lontano dalle trincee del Donbass.

Attentato a Mosca e le rivendicazioni di Kiev

Proprio nelle ultime ore, un'altra esplosione ha squarciato la capitale russa, causando la morte di due agenti e di un civile. L'episodio, avvenuto nei pressi del luogo dove era stato ucciso un alto ufficiale, ha visto i due poliziotti tentare di fermare un individuo sospetto vicino a un'auto della polizia. Senza fornire dettagli operativi, ma con un'implicita assunzione di responsabilità, i servizi d'intelligence ucraini hanno collegato l'azione a un dissidente russo, accusando nel contempo i due funzionari deceduti di aver commesso crimini di guerra in territorio ucraino.

I bombardieri strategici e l'ombra della Nato

Parallelamente, l'attenzione si sposta verso nord, sulle acque internazionali del Mare di Barents e del Mare di Norvegia, dove formazioni di bombardieri strategici russi hanno condotto una missione pianificata. Durante il loro volo, alcuni di essi sono stati affiancati – come ormai accade con una certa regolarità – da caccia dell'Alleanza Atlantica decollati per monitorarne i movimenti. Questi sorvoli, che le fonti descrivono come esercitativi o di ricognizione, hanno conosciuto una netta intensificazione negli ultimi mesi, riflettendo e al tempo stesso alimentando lo stato di allerta tra Mosca e l'Occidente.

Le radici storiche dello scontro sull'allargamento Nato

La tensione attuale, d'altronde, affonda le sue radici in questioni diplomatiche irrisolte da anni. Documenti d'archivio, infatti, riportano che già nel 2001 il presidente Putin avesse espresso chiaramente al presidente degli Stati Uniti George W. Bush la propria ferma opposizione a una futura adesione dell'Ucraina alla Nato, paventando lo scenario di uno scontro duraturo tra le due potenze. Una posizione ribadita in seguito, nel 2008, e che oggi costituisce uno dei nodi fondamentali, e apparentemente irrisolvibili, dell'intera crisi, mentre Mosca frena su ogni nuovo piano di trattativa che viene discusso da Kiev e Washington.

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