Caldo e salute mentale, lo studio che conferma l'aumento dei ricoveri per disturbi psichiatrici

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Le ondate di calore che sempre più spesso caratterizzano le estati italiane non mettono a rischio soltanto la salute fisica, ma hanno un impatto diretto e misurabile anche sul benessere psicologico. Un crescente numero di studi epidemiologici e clinici, infatti, conferma una correlazione significativa tra l'aumento delle temperature e il peggioramento di disturbi mentali, con un conseguente incremento dei ricoveri ospedalieri.

A lanciare l'allarme sono i medici della Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), che invitano a considerare la calura come un vero e proprio fattore di stress in grado di alterare l'equilibrio psicofisico di ampie fasce della popolazione.

I numeri dello studio internazionale su 2,6 milioni di ricoveri

Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature Health ha analizzato oltre 2,6 milioni di ricoveri per disturbi mentali e comportamentali, registrati durante la stagione calda in quattro paesi: Brasile, Canada, Cile e Nuova Zelanda. La ricerca, condotta su un arco temporale di quasi vent'anni (dal 2000 al 2019), ha preso in esame 852 località differenti.

I ricercatori hanno definito le ondate di calore come periodi di almeno quattro giorni consecutivi con temperature medie giornaliere superiori al 97,5° percentile locale, una soglia particolarmente severa che identifica eventi climatici estremi. I dati evidenziano che l'esposizione a queste condizioni è associata a un aumento del rischio di ricovero per disturbi mentali del 3,3% nello stesso giorno dell'esposizione.

Un dato che sale al 5,6% se si considera l'effetto cumulativo nei nove giorni successivi, a dimostrazione di come le conseguenze del caldo sulla psiche possano manifestarsi anche a distanza di tempo.

Ansia, depressione e insonnia: gli effetti sulla psiche

Ma quali sono i meccanismi attraverso i quali il caldo estremo influisce sulla salute mentale? Gli esperti della SIMA spiegano che il cervello umano è particolarmente sensibile alle alte temperature: il caldo persistente può alterare la termoregolazione, aumentare lo stress fisiologico, favorire la disidratazione e interferire con i meccanismi neurofisiologici che regolano l'umore e l'attenzione. Tra i disturbi maggiormente segnalati durante le ondate di calore vi sono stress e stati d'ansia, difficoltà ad addormentarsi o episodi di insonnia, un senso di affaticamento e di confusione mentale.

Un altro aspetto cruciale è l'impatto sulla vita di relazione: la stanchezza e l'irritabilità generate dal caldo possono aumentare la conflittualità interpersonale, generando tensioni in ambito familiare o lavorativo. A confermare questa tendenza è anche Guido Di Sciascio, presidente della Società Italiana di Psichiatria, che sottolinea come durante i picchi di calore si registri un incremento delle ospedalizzazioni per patologie psichiatriche, in particolare per ansia e depressione.

Le categorie più a rischio e l'importanza della prevenzione

Le persone più vulnerabili a questi effetti sono gli anziani, che già presentano una ridotta capacità di termoregolazione e spesso convivono con patologie croniche o con un certo grado di isolamento sociale. Anche i soggetti che assumono regolarmente farmaci psicotropi o diuretici devono prestare particolare attenzione, poiché il calore può interferire con il metabolismo dei principi attivi e aumentare la sensibilità alle temperature elevate.

Per ridurre i rischi, gli specialisti raccomandano di mantenere una corretta idratazione, trascorrere le ore più calde in ambienti freschi e ventilati, e proteggere il sonno notturno attraverso il raffrescamento degli ambienti domestici. Si tratta di misure di prevenzione che, in un contesto di cambiamenti climatici con ondate di calore sempre più frequenti e intense, diventano essenziali non solo per il benessere fisico, ma anche per la tutela della salute mentale della popolazione.

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